Spara dal terrazzo e ferisce immigrato: denunciato

Ha sparato un colpo dal terrazzo di casa. E ha ferito un operaio che lavorava su un ponteggio. L’episodio raccontato dal Giornale di Vicenza è avvenuto ieri a Cassola, nel Vicentino. L’uomo colpito, di origine capoverdiana, lavora per una ditta di impianti elettrici. Era a circa 7 metri di altezza, sulla pedana mobile, impegnato a fissare le luminarie davanti al municipio, quando ha udito un colpo e avvertito dolore alla schiena, che ha iniziato a sanguinare, ed è stato portato all’ospedale San Bassiano. La dinamica dell’episodio ricorda quella che ha causato il ferimento della piccola bimba nomade a Roma, che ha suscitato l’indignazione  del capo dello Stato Sergio Mattarella: “L’Italia non può somigliare a un far West, questa è barbarie”.

I carabinieri sono risaliti al punto di origine dello sparo, il terrazzo di un’abitazione privata dove sono stati rinvenuti pallini di piombo. Nella casa sono state trovate munizioni e una carabina, dalla quale è partito il colpo che ha ferito l’operaio, che ha riportato una lesione sulla regione lombare con una prognosi di 7 giorni.. L’arma è una carabina nera calibro 4,5 millimetri, marca Stoeger, destinata alla libera vendita. Lo sparatore, un 40enne residente a Cassola ma originario dell’Argentina, è stato denunciato per lesioni personali aggravate ed esplosioni pericolose. Avrebbe sostenuto di aver voluto sparare a un piccione. Nell’appartamento non vi sarebbero elementi tali da far presupporre che dietro al suo gesto vi siano motivazioni razziste.

Tuttavia l’episodio è solo l’ultimo di una serie: sono sette nell’ultimo mese e mezzo, da Forlì a Caserta, i casi di immigrati colpiti in strada con armi ad aria compressa. Il primo avvenuto a Caserta, dove due ragazzi maliani sono stati feriti da una banda al grido “Salvini, Salvini”, passando per Roma e Latina, con due stranieri colpiti mentre aspettavano il bus alla fermata. Interviene sul caso Emanuele Fiano, della presidenza del gruppo Pd della Camera: “I leader di governo dovrebbero conoscere il peso delle parole, ma cercano solo consenso. Macerata, Forlì, Caserta, adesso Vicenza, la vicenda della bimba rom da chiarire. Non sono più casi #noindifferenza”, scrive Fiano su Twitter.