Diciotti, Mattarella sblocca sbarco. Salvini: «Andrò fino in fondo»

Lo sbarco dalla nave Diciotti con 67 migranti a bordo arriva al porto di Trapani, 13 Lugliuo 2018 Trapani. ANSA / IGOR PETYX

E’ trascorsa tranquilla la notte nell’Hotspot di contrada Milo dove sono stati trasferiti nella tarda serata di ieri i 67 migranti sbarcati da nave Diciotti. I due indagati sono arrivati con un’auto della polizia, gli altri con un bus che quando ha lasciato il porto di Trapani è stato lungamente applaudito da una 50 di persone presenti sul molo Ronciglio.

“Non abbiamo aggredito nessuno, ci sono stati 5-10 minuti di grande confusione e paura, ma non volevamo fare del male ad alcuno. Eravamo terrorizzati non volevano tornare in Libia: eravamo pronti a tuffarci in mare e a rischiare la vita piuttosto che ritornare a terra”. Sono i racconti di alcuni dei 67 migranti soccorsi dalla Vos Thalassa, sbarcati ieri sera a Trapani dalla Diciotti, riportati da Sahar Ibrahim, operatrice italo-egiziana di Unicef/InterSos a bordo dalla nave della Guardia costiera italiana.

Primi interrogatori questa mattina dei 67 migranti sbarcati ieri sera a Trapani da nave Diciotti della Guardia costiera dopo essere stati salvati dal rimorchiatore Vos Thalassa. Saranno sentiti da personale della squadra mobile della Questura, dello Sco della polizia di Roma e da militari del Nsi della guardia costiera. Tra loro anche il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim, i due indagati per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa.

La procura di Trapani vuole fare chiarezza sull’esatta dinamica di quanto è accaduto sulla Vos Thalassa dopo il soccorso dei migranti. L’equipaggio avrebbe detto di essersi sentito minacciato gravemente quando i migranti hanno scoperto che la nave li stava riportando indietro. Secondo il racconto del comandante gridavano “no Libia, Libia, sì Italia”. E avrebbero circondato l’equipaggio, spintonando il primo ufficiale. Così sono scattati i contatti con la sala operativa della capitaneria di porto di Roma, che ha inviato sul posto la Diciotti che ha effettuato il trasbordo.

Sulla Diciotti “andrò fino in fondo fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Rtl sottolineando di essere “ministro dell’Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti”.

Il presidente della Repubblica “non si è mai intromesso in quello che io ho fatto come ministro dell’Interno. Io non ho niente da chiarire; se comunque Mattarella vuole capire cosa ho fatto io sono a disposizione, ma la lotta ai clandestini è una delle priorità del Paese. L’unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena. Mi auguro la procura faccia in fretta, non può finire a tarallucci e vino”, ha ribadito Salvini.