Terremoto Centro-Italia – Nonna Peppina può tornare nella sua casetta di legno abusiva

Si parlato tantissimo di Giuseppa Fattori, conosciuta come nonna Peppina, la 95enne terremotata di San Martino di Fiastra(Macerata): adesso la donna potrà tornare nella casetta di legno abusiva costruita per lei dai familiari nel giardino della vecchia abitazione distrutta dal terremoto.

A stabilirlo è la Commissione Speciale sul decreto legge Terremoto che contiene misure a favore delle popolazioni del Centro-Italia, interessate dagli eventi sismici del 2016.

Decreto legge che prevede la regolarizzazione delle casette di legno abusive che si sono diffuse nel cratere del terremoto, una vicenda ribattezzata proprio da colei che è diventata il simbolo dei terremotati “la questione di nonna Peppina”. Così Giuseppina Fattori, con due terremoti alle spalle, potrà rientrare in quell’alloggio provvisorio nato dopo le scosse che hanno reso inagibile l’abitazione in cui ha vissuto per 70 anni, messo sotto sequestro l’8 ottobre dalla procura di Macerata perché costruito in un’area a rischio idrogeologico, e soggetta a vincolo paesaggistico.

Peppina voleva continuare a stare tra le sue montagne, sorvegliare la casa danneggiata dal terremoto, continuare a coltivare le sue piante. Una scelta da “resistente” che l’ha trasformata in simbolo dei terremotati. Sono, infatti, nati nel cratere comitati spontanei che si sono mobilitati per lei e hanno anche organizzato un sit-in. Anche la Regione Marche e il sindaco del paese hanno cercato di individuare un percorso di sanatoria. E la vicenda è diventata un caso politico con interrogazioni parlamentari, lettere, petizioni, con il leader della Lega Nord Matteo Salvini che ha presentato una proposta di legge ed è andato per due volte a trovare la nonnina.

La tenace anziana una volta “sfrattata” dal suo giardino, ha scelto di non andare a stare con la figlia a Castelfidardo, in provincia di Ancona, ma si è stabilita in un vicino container riscaldato da un termosifone elettrico. Oggi da vice-premier e ministro dell’Interno Salvini ha rivendicato il suo impegno: “Sono felice per nonna Peppina e per tutte le persone che si trovano nella sua situazione. Per mesi mi sono occupato e ho seguito la vicenda. Oggi posso dire evviva! Ma continuerà a vigilare”. Perché nonna Peppina non solo vuole vivere, ma anche morire nella sua san Martino Fiastra, proprio accanto alla sua casa terremotata.