Migranti: Salvini, nostre navi saranno più vicine all’Italia e abbiamo finito di fare gli zerbini

Matteo Salvini, ministro dell'Interno durante l'incontro pubblico per sostenere la candidatura di Stefano Sertoli sindaco di Ivrea, Torino, 15 giugno 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

“Chiederemo alle nostre navi, alla Guarda costiera di stare più vicini alle coste italiane, perchè in Mediterraneo ci sono tanti Paesi che possono intervenire, il Nordafrica, Francia, Spagna, Francia, Portogallo: non possiamo permetterci di portare mezza Africa sul territorio italiano”, Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in collegamento col programma ‘L’arena’ su La7.
“L’obiettivo è bloccare l’aumento dell’Iva e delle accise, smontare la Fornero e dare un segnale chiaro che quest’anno si pagheranno meno tasse senza fare miracoli”, ha assicurato.

“Il governo italiano promuoverà interventi di sviluppo in Africa, per arginare l’immigrazione verso l’Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Interno durante un comizio in vista dei ballottaggi. Salvini non ha aggiunto dettagli, spiegando però di voler “senza armi, col sorriso e con le leggi, costruire strade e scuole in Africa per permettere ai loro figli di crescere nelle loro civiltà e ai nostri di crescere tranquilli”. “Ci stiamo lavorando”, ha risposto Salvini ai giornalisti.

“Non stiamo facendo niente di eccezionale ma qualcosa di assolutamente normale, forse erano disabituati. Stiamo facendo quello che avevamo promesso prima delle elezioni: stiamo proteggendo i confini nazionali. Lo facciamo educatamente ma è finita la pacchia per i trafficanti di esseri umani che stanno facendo far soldi alle cooperative. Obiettivo è che entri in Italia chi ne ha diritto”, ha aggiunto Salvini.

E, in un colloquio con il Corriere della Sera, Salvini afferma: “La verità è che abbiamo finito di fare gli zerbini”.  Il ministro dell’Interno non arretra dai toni polemici e lancia un’altra sfida: “Dopo le navi delle ong, potremmo fermare anche quelle che arrivano nei nostri porti cariche di riso cambogiano”.

Non lo preoccupano le numerosi frizioni diplomatiche in sole due settimane di governo “Ho sentito il presidente Conte, e – osserva il vicepremier – non mi pare affatto che si senta isolato. Semplicemente, stiamo conquistando un ruolo centrale che negli ultimi anni non abbiamo mai avuto…”. Poi prosegue: “Prima ci usavano, neppure c’era bisogno di parlarci, con l’Italia: ci davano per scontati. Ora, che la musica sia un po’ cambiata lo hanno capito tutti. Tranne l’ong tedesca che si permette di dare del fascista al vicepremier italiano. Pazzesco…”.