Noemi: “Cantare? Mi piace fare cose strane!”

Noemi: “Cantare? Da bambina non me ne poteva fregare di meno!”

L’intervista a Noemi di ILGiornale

Ci racconta un episodio OFF degli inizi della sua carriera?

Una volta (io sono un po’ sbadata) mi è capitato di cadere sul palco. Ero inciampata su un monitor e ho dato una sederata. La cosa buffa è che insieme al mio sedere è caduto anche il microfono, quindi ha fatto un botto pazzesco e sembrava pesassi seicento chili.

Ha sempre voluto fare la cantante?

Quando ero piccola ho sempre amato la musica, però non sono mai stata una di quelle bambine che si rinchiudono in bagno e fanno finta di cantare con la spazzola. Non me ne poteva fregare di meno.

Mi piaceva cantare, disegnare. Però quando tutto si è realizzato e sono diventata una cantante ne sono stata contenta, perché secondo me in un pezzettino del mio cuore ci speravo. Tuttavia, anche io ho avuto il periodo in cui volevo fare il veterinario, il direttore d’orchestra…Insomma volevo fare un sacco di cose strane.

Come è stato il suo ingresso nel mondo della musica da professionista? Ha incontrato qualche pregiudizio, magari per il suo passato da concorrente di talent?

No, mai. Ho avuto da subito grande stima da persone che facevano questo mestiere ad un livello molto più alto (parlo di Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, Gaetano Curreri…). E poi ho incontrato persone che mi hanno dato la possibilità di cantare le canzoni giuste. Io mi vivo la mia vita, la mia carriera… Poi chi mi ama bene. A chi non piaccio, pazienza…ascolterà altro!

C’è qualche artista che ha creduto in lei, e a cui non smetterà mai di ringraziare?

Sicuramente Gaetano (Curreri), Vasco (Rossi) e Fiorella (Mannoia) che sono le tre persone che da subito hanno creduto in me. E poi anche Morgan, che mi ha sempre dato delle belle canzoni da cantare e mi ha fatto capire cosa cantare in italiano.

Ho avuto la possibilità di collaborare da emergente con Fiorella Mannoia che ha voluto duettare con me su L’amore Si Odia, con Vasco Rossi che mi ha scritto Vuoto a Perdere. Sono stati i primi a fidarsi di quelle che potevano essere le mie potenzialità.

In Non smettere mai di cercarmi parla del ricordo…Di cosa ci si scorda di più al giorno d’oggi?

Oggi ci si scorda tutto…Ci scordiamo di vivere il momento, stiamo sempre a programmare. Ma forse quello che non dovremo perdere sono soprattutto le nostre radici culturali e il rispetto per l’altro, per l’uomo, per la donna, per l’essere umano…questo si sta un po’ perdendo. La cosa brutta è che parte da internet e poi arriva anche nei testi della musica di adesso, alcuni sono veramente involutivi sia nel rapporto con gli esseri umani ma anche nel rapporto con le donne. Questo mi dispiace molto.

Oggigiorno c’è questa ossessione alla forma fisica. Lei che rapporto ha con il suo corpo?

Io il mio corpo lo odio e lo amo. Lo odio perché a volte, come succede, una vorrebbe essere più magra, lo amo perché comunque alla fine sopporta tutto lo stress e mi tiene forte. Poi oggi c’è troppa attenzione per la perfezione perché c’è molta insicurezza di fondo secondo me. Bisogna essere perfetti perché se no chissà gli altri cosa penseranno.

Secondo me dovremmo proporre una filosofia che è quella dello “sticazzismo”, nel limite del rispetto dell’altro.

Ci vuole un po’ la volontà di sentirci unici. C’è molta voglia di amalgamarsi, la voglia di non uscire fuori dal gregge, dal gruppo. Un po’ mi spaventa. C’è la dinamica dell’ovile che sta prendendo il sopravvento!

In Porcellana, il nuovo singolo tratto da La Luna il suo album, parla degli attacchi di panico. Perché se ne soffre sempre di più?

Il contatto con la natura è ridotto ai minimi termini. C’è molto egoismo. Poi c’è molta solitudine, la solitudine ci fa sentire fragili, soli…e quindi arrivano anche gli attacchi di panico. È il male del secolo. Io ne ho sofferto, e ne sono uscita. È un momento molto stressante, e anche la musica è diventata molto stressante perché ci sono dei ritmi assurdi. Infatti mi piace molto Adele: lei se ne frega, esce ogni 5 anni. È una grandissima artista anche per quello. Mi è piaciuto molto Porcellana perché è uno spaccato che non cerca nell’altro la compassione, non è patetico, è più una dichiarazione di indipendenza. Poi il fatto di aver collaborato con la versione di Shablo che ha prodotto il remix mi ha fatto piacere perché mi ha permesso di inserire in una delle mie canzoni un sound che mi piace molto, che è quello dell’hip hop.

Lei come ha superato gli attacchi di panico?

Io ho fatto un periodo di analisi e ricerca su me stessa. Gli attacchi di panico ti fanno sentire che c’è qualcosa che non va, e hai paura di avere delle malattie. Quello che è importante è avere un approccio scientifico, rivolgersi ai medici, fare un bel percorso e recuperare quello che uno ha perso (perché se hai gli attacchi di panico vuol dire che ti sei perso qualcosa di importante della tua vita), devi ristabilire degli equilibri e ritornare a star bene. Perché se sei più sereno sei più concentrato e fai le cose in maniera più intelligente.

Quando non lavora cosa la rilassa?

Io sono veramente un’anziana signora (ride): mi piace un sacco l’uncinetto! Mi sto facendo tutti i costumi per questa estate, sto scegliendo tutti dei colori caraibici: per esempio mi son fatta un bikini color turchese/verde Tiffany…pazzesco! L’ho fatto anche a mia sorella, alle mie amiche…ho fatto un sacco di roba! Mi rilassa molto perché è creativo. Però nel mentre mi ascolto anche la musica ovviamente.

Da romana cosa pensa della sua città allo stato attuale?

Il problema di Roma sono i romani. Siamo bravi tantissimo a lamentarci, siamo sornioni, siamo come quei gatti appollaiati, ma siamo talmente appollaiati immobili che mi sa che stiamo entrando in coma. Io spero che ci si riesca a risvegliare.

È una città che è stata la culla della civiltà, sarebbe brutto perdere tutto questo in nome di un immobilismo. La distanza dalle istituzioni purtroppo ci ha un pò addormentato.  Quando vedi che non succede niente… Però se nessuno si arrabbia quando le cose non succedono, allora è inutile lamentarsi, la situazione sarà sempre la stessa, chiunque sia al potere.

Una cosa che mi piacerebbe è che tornasse il concetto di Res Pubblica, la cosa pubblica, e soprattutto la cura delle cose pubbliche.

Il problema del romano infatti è che pensa che, ad esempio, il parco pubblico non sia di nessuno, invece è di tutti. Bisognerebbe cambiare il punto di vista su questo.

Lei è sempre sorridente, solare…ma c’è una cosa che la fa veramente arrabbiare?

In aereo mi capita sempre che la gente che è seduta alla fila ventisette mette il bagaglio nelle prime cappelliere. Queste persone sono delle maleducate che non hanno rispetto di nulla. E non capisco perché io ogni volta devo aspettare che escano tutti per recuperare il mio bagaglio alla fine. Questa è una cosa che mi fa molto arrabbiare. Non c’è più una convivenza civile. I maleducati sono tanti. Sempre di più.

In passato ha anche avuto delle esperienze da regista. Se dovesse tornare a dirigere, che genere di film sceglierebbe ?

Mi piacerebbe girare un corto di genere commedia horror.

E nella musica, con quale artista le piacerebbe lavorare?

Mi piacciono molto Carmen Consoli e Levante. Sono due donne molte fighe!

A livello personale invece cosa le piacerebbe realizzare?

Mi piacerebbe fare uno di quei viaggi in America o Sud America in bicicletta, oppure il cammino di Santiago, quello mi piacerebbe un sacco farlo, lo farei a piedi o in biciletta.

Dove la vedremo a breve?

Sono il 29 maggio a Milano al teatro degli Arcimboldi e il 30 maggio a Roma all’Auditorium Parco della Musica, sala Santa Cecilia.