Tragedia di Chieti – Cinque giorni prima del dramma Filippone aveva preso il porto d’armi

Prima ha spinto giù dal balcone la moglie Marina, qualche ora dopo ha spinto giù da un cavalcavia la figlia Ludovica di 10 anni, e poi si è gettato nel vuoto lui stesso. Ma solo oggi è emerso che appena 5 giorni prima di quella tragedia disumana, Fausto Filippone aveva ottenuto il porto d’armi: era stato visitato dai medici e aveva superato la visita psichiatrica perché “non manifestava alcun disturbo”.

Il piano iniziale del manager 49enne potrebbe essere quindi stato quello di uccidere la consorte e la bimba a colpi d’arma da fuoco, ma successivamente avrebbe cambiato idea. Per quel giorno era prevista una visita al poligono di tiro di Pescara, ultimo tassello per ottenere il possesso del porto d’armi, ma come sappiamo Filippone si è recato prima a Chieti per spingere dal balcone la moglie e poi sul viadotto dove ha prima ucciso la figlia Ludovica e dopo ore di tentennamenti si è lanciato nel vuoto.

Martedì scorso uno psichiatra del Centro di salute mentale di Chieti aveva accertato la sua idoneità psicofisica anche su base del certificato del medico di famiglia. Gli specialisti non avevano riscontrano alcuna condizione patologica o turbe tale da compromettere, anche solo temporaneamente, la sua capacità di intendere e di volere. Filippone aveva fatto quella visita per poter portare con sé una arma da fuoco. Lui che non era mai stato un appassionato di fucili e pistole.

La famiglia Angrilli si chiede se Filippone non potesse essere fermato. “Non sono in grado di stabilire se ci siano delle responsabilità e non ho intenzione di procedere contro qualcuno – ha detto Francesco Angrilli, fratello della moglie di Filippone – ma mi domando se Fausto poteva essere fermato prima di fare quello che ha fatto”. Il dolore per la perdita è incolmabile. “So solo quello che ho perso – ha aggiunto – e che non lo potrò mai più riavere”. Intanto è stata fissata la data dei funerali di Marina e sua figlia Ludovica: saranno celebrati domani pomeriggio, alle 15.30, nella chiesa dei Gesuiti a Pescara. Per Filippone, invece, la famiglia ha scelto un rito privato al cimitero, senza alcuna messa.