Il papà di Noemi si reca a casa del ragazzo che l’ha uccisa

“E’ il padre del fidanzato che ha ucciso Noemi“. L’accusa, ai microfoni della trasmissione Mediaset “Quarto grado”, viene dal papà della giovane di Specchia (Lecce) il cui corpo è stato ritrovato nelle campagne di Castrignano del Capo. L’uomo si è recato a casa dei genitori del giovane ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri.

Il ragazzo “sta nascondendo suo padre, lo protegge, ma quello non si salverà, ha fatto tutto lui”, ha accusato il padre di Noemi. L’uomo si è sfogato con i giornalisti proprio davanti all’abitazione di Alessano dove abitano i genitori del presunto omicida, sostenendo di voler perdonare il giovane per quello che ha fatto. Era andato lì per cercare di incontrare il padre del ragazzo e solo l’intervento dei carabinieri ha evitato che la situazione degenerasse. “Me l’ha uccisa, vieni fuori bastardo”, ha urlato più volte l’uomo cercando di arrivare alla casa.

Tac esclude decesso per frattura alla testa – Intanto il primo esame radiologico effettuato dal medico legale Roberto Vaglio sul corpo della ragazza ha chiarito che Noemi non è morta a causa di un colpo di pietra alla testa. Dalla Tac eseguita nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, non emergerebbero infatti segni di fratture scheletriche, tantomeno al cranio. Questo fa quindi escludere che la giovane, come invece era stato detto in un primo momento, sia deceduta per i colpi inferti con una pietra in testa.

Orlando: “Abnormità nella condotta dei magistrati” – “Abbiamo ritenuto opportuno intervenire perché a una prima valutazione sono emerse delle condotte nelle attività dei magistrati che possono far supporre delle abnormità. E quindi abbiamo attivato le procedure per la verifica ispettiva”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aggiungendo: “Naturalmente questo non cancellerà il dolore dei familiari ai quali vogliamo rivolgere tutto il nostro cordoglio, esprimere la nostra vicinanza. Però credo sia nostro dovere andare a vedere se qualcosa non ha funzionato in questa vicenda e se tutto quello che si poteva fare è stato effettivamente fatto”.

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