Attentati a Bruxelles, Europa in guerra. Matteo Renzi: “Ci sono col cuore”

Tre attentati contemporanei hanno messo a ferro e fuoco Bruxelles. Meloni: “L’Europa è sotto attacco”. Ma Renzi twitta: “Col cuore e con la mente a Bruxelles”

Le reazioni della politica non si sono fatte attendere. Oltre alle condoglianze e allo sconcerto, non sono mancate le analisi su quanto sta accadendo. L’Europa non è sicura, dice il centrodestra. “Siamo in guerra – aggiunge Calderoli – Esprimo il mio dolore e il mio cordoglio per le vittime dell’attentato di Bruxelles. Ma dobbiamo renderci conto che, come ha detto il Presidente Hollande dopo le stragi di Parigi, siamo in guerra e purtroppo questa guerra viene combattuta solo da una parte”.

Anche Giorgia Meloni non usa mezzi termini: “Bruxelles sotto attacco terroristico. L’Europa è sotto attacco, la nostra libertà è sotto attacco del fanatismo islamico. Sveglia! Basta subire, basta idiozie buoniste”. Solo Matteo Renzi, al momento, si è limitato a twittare poche parole: “Con il cuore e con la mente a Bruxelles, Europa”, ha scritto sui social network. Parole che sembrano non essere piaciute Lega Nord: “Siamo stanchi di commemorazioni e di piangere i morti. Chiediamo un dibattito serio in Aula sul terrorismo islamico, dove il governo e il premier ci vengano a dire quali misure sono messe in atto. Noi non vogliamo piangere altri morti. Ci vuole una reazione concreta e che non sia unitaria solo nelle commemorazioni”, ha affermato alla Camera Guido Guidesi.

Il messaggio del presidente del Consiglio non è piaciuto nemmeno al leader di Sovranità,Simone DI Stefano, che ha risposto al tweet di Renzi: “Mettici anche il resto del corpo, perché finora è morta solo la gente normale, massacrata da quelli che fate entrare voi”. Dure anche le parole di Maurizio Gasparri: “È presto per capire se la nuova strage che ha colpito Bruxelles, il suo aeroporto, il cuore dell’Europa stessa, sia una risposta all’arresto di Salah. Però la realtà è che noi siamo in guerra. E la guerra arriva nelle nostre case, nelle nostre città. Ostinarsi a non prenderne atto è un’autentica follia. Dobbiamo estirpare il fondamentalismo islamico, ovunque esso sia – aggiunge – Nelle nostre città o nelle altre parti del mondo. È una sfida tremenda molto difficile da affrontare, che richiede uno sforzo cui forse la comunità occidentale non è attrezzata. Noi predichiamo tolleranza, democrazia, uguaglianza – continua Gasparri – mentre altri sono accecati da un fanatismo religioso che porta terrore, morte, guerra e distruzione fin dentro le nostre case. Ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alla realtà. Questi nemici vanno sterminati prima che ci distruggano”.

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