Orrore a Napoli, uccide moglie e figlia di 4 anni a colpi di ascia. Morto poche ore dopo in ospedale

«Ho fatto un guaio», così ha detto al suo datore di lavoro, quando ha aperto la porta dell’abitazione realizzata a meno di 100 metri dalla riva, le vecchie cas delle vacanze a Licola costruite negli anni Sessanta. L’uomo, un ucraino, ha ucciso la moglie e la figlia tentando poi il suicidio: morirà diverse ore dopo in ospedale. Volodymir Havrylyuk, 44 anni, era coperto di sangue, la gola tagliata. Il titolare ha sbirciato dietro la porta e ha visto un mare di sangue. A terra Katia, 4 anni, la moglie del suo dipendente Marina, 30 anni. Il datore di lavoro ha subito telefonato ai carabinieri: «Correte in via Licola Mare, altezza Hotel Panorama, c’è una strage. Dentro una casa sulla spiaggia, vi aspetto fuori, vi indico dov’è». Orribile la scena che si è presentata ai militari arrivati dopo qualche minuto sul posto: sangue in tutta la casa. Havryluyuk è stato adagiato su un’ambulanza e portato di corsa al pronto soccorso del vicino ospedale di Pozzuoli, che dista sette chilometri. Ora lo stanno medicando e sarà ascoltato dagli inquirenti. A chi gli sta vicino continua a ripetere: Ho fatto un guaio. Via Licola Mare evidenti in segni del raptus: l’uomo avrebbe colpito follemente con un’ascia, dopo l’ennesima lite con Marina. Subito dopo ha tentato di togliersi la vita, senza però riuscirci. La gente del posto è sotto choc: “Ma quello lì era un bravo ragazzo, comì’è possibile?”, si chiede un anziano. Sul posto i militari per i rilievi scientifici, ancora un’ambulanza. La casetta è al primo piano. I carabinieri sono all’interno. Sulla ricostruzione dell’efferato omicidio se ne saprà di più nelle prossime ore. 

SEQUESTRATI COLTELLO E ASCIA I Carabinieri che indagano sul duplice omicidio di una 30enne e della figlia di 4 anni a Giugliano in Campania (Napoli) hanno sequestrato sul posto un coltello e un’ascia, possibili armi utilizzate dal 44enne marito e padre delle due vittime per ucciderle e poi tentare il suicidio, procurandosi tagli alla gola. L’uomo è ricoverato nell’ospedale di Pozzuoli non in pericolo di vita ed è in stato di fermo. 

Carabinieri ASCOLTANO FAMILIARI VITTIME Sono stati condotti nella caserma dei carabinieri di Lago Patria, per essere ascoltati, due familiari della donna ucraina e della figlioletta uccise nella loro abitazione di Licola, sul litorale di Giugliano. Si tratta del fratello e della cognata di Marina Havrylyuk. Per ricostruire le cause scatenanti del raptus i militari sentiranno anche l’omicida, ricoverato nell’ospedale di Pozzuoli per le ferite che si è inflitto dopo aver ucciso moglie e figlia. L’uomo non è in pericolo di vita. «Era un padre premuroso. Non può aver fatto una cosa del genere», continuano a sostenere, increduli, i vicini di casa della famiglia. La piccola Katia aveva problemi di udito e da sempre il padre, dicono i vicini, si preoccupava di garantirle tutte le cure necessarie. La famiglia di ucraini era regolarmente immigrata in Italia. Resta da accertare quando sia avvenuto il duplice delitto. I vicini dicono di non aver sentito nulla. Sarà l’esame medico legale ad accertare l’ora del decesso delle due vittime. 

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