Madre e figlia uccise coltellate a Parma. I dubbi ricadono sul figlio

Quando alle 4 del mattino gli investigatori hanno portato fuori da quel condominio i cadaveri di Nfum e della piccola Magdalene, i loro volti erano tirati e scioccati. L’appartamento era una stanza dell’orrore, sangue ovunque, anche sulle pareti. I dettagli di quella sala da pranzo trasformata in una tomba erano raccapriccianti. Fuori da quella casa al centro di via San Leonardo, strada diventata simbolo dello spaccio in città, dove spesso si consumano liti e diverbi fra gli spacciatori di origine africana, donne ghanesi urlavano e piangevano abbracciando il furgone che ha portato via i corpi senza vita di Nfum Patience e della piccola Magdalene Nyantakyi. Le indagini sull’omicidio si sono subito rivolte verso Solomon, figlio 21enne della donna uccisa, fermato oggi a Milano.

Una veduta esterna del palazzo dove una donna incinta e la figlia che avrebbe 11 anni sono state trovate senza vita nel loro appartamento, nella prima periferia di Parma, 11 luglio 2017. Sono state uccise con molte coltellate, lasciando una scena del delitto raccapricciante. Si cerca un altro figlio della donna.
ANSA/GIUSEPPE MILANO

LA CRONACA – Quello che si è consumato a Parma nella notte, in uno dei quartieri più difficili della città, è un terribile duplice omicidio dai contorni poco chiari, per lo meno il movente. Una donna di 45 anni e la figlia di 11 anni, Nfum Patience e la piccola Magdalene Nyantakyi, di origini ghanesi ma da anni residenti in Italia (la piccola era nata a Parma), sono state trovate uccise, massacrate con una violenza indicibile. I loro corpi sono stati ritrovati verso le 21 nel loro appartamento in via San Leonardo ma l’omicidio potrebbe essere avvenuto prima: una vicina racconta intorno alle 14.30 di aver sentito la bambina urlare a ripetizione “mamma, mamma”, poi il silenzio. Nfum era arrivata in Italia diversi anni fa per raggiungere il marito: con lei erano arrivati a Parma anche il figlio Solomon, oggi 21 enne, nato ad Accra e arrivato qui quando ne aveva 8, e il maggiore Raymond, 25 anni. Magdy invece è nata qui. La madre di famiglia era da poco rientrata in Italia dal Ghana e ieri era a casa insieme alla sua piccolina.

Quando Raymond, il primogenito, è rientrato nell’appartamento dopo il lavoro si è trovato davanti una scena agghiacciante. Madre e figlia sono state uccise con molte coltellate, o forse con un altro oggetto contundente, tanto che la scena del delitto è apparsa subito raccapricciante: macchie di sangue ovunque, già nel corridoio e nell’ingresso, sui muri, ed è stato molto difficile accedere alle altre stanze senza correre rischi di inquinare lo scenario. Raymond ha chiamato la polizia, sul posto sono arrivati gli agenti della scientifica e della mobile insieme al pm Paola Dal Monte. Hanno subito chiesto dell’altro figlio, Solomon, che però era irreperibile. Il suo cellulare staccato, impossibile rintracciarlo. Così i sospetti sono iniziati a cadere su di lui. Solomon, lo descrive chi lo conosce, era un ragazzo ben integrato ma in un momento difficile.

Calciatore, in una video intervista su Youtube raccontava lui stesso di non essere certo stato uno studente modello: risposte furtive, il carattere chiuso. Ma sul calcio ci aveva puntato: la crescita nelle giovanili dell’Aurora, poi il Milan Club, in fine diversi anni nelle giovanili del Parma e uno scudetto con gli Allievi. Parma dove ha fatto qualche apparizione anche in prima squadra quando lo allenava Donadoni. La sua carriera però non è mai decollata del tutto. E’ finito all’Imolese, in serie D, dove la sua scalata si è interrotta. Il suo idolo era Cuadrado e per poco, in passato, sfiorò un trasferimento alle giovanili del Milan. Ma da tempo, si chiacchiera nel quartiere, era caduto in qualche brutto giro.

Capire se sia stato o meno lui l’autore della strage famigliare è compito degli inquirenti che lo stanno cercando. Il ragazzo è stato fermato questa mattina a Milano e ora sarà interrogato. I sospetti si sono indirizzati subito sul 21enne che nel frattempo era sparito, con un indizio forte a suo carico: il suo telefonino è risultato irraggiungibile proprio dal momento del delitto. Anche il padre di famiglia, Fred, non era presente: era in Inghilterra per lavoro, dove gli inquirenti lo hanno raggiunto telefonicamente per dargli la terribile notizia.

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