Aumenti salati per la bolletta dell’energia elettrica

Quanto costa l’energia con la nuova riforma delle tariffe elettriche? Di più, soprattutto per chi consuma meno. E soprattutto per le seconde case utilizzate solo per brevi periodi dell’anno. La riforma, attuata per rispettare una direttiva europea, premia i grandi consumatori, mentre già de gennaio, cioè il primo trimestre, per i profili di consumo medio-bassi il peso della quota fissa sugli oneri di sistema in bolletta è aumentato di 135 euro annui (più Iva). Nel secondo e terzo trimestre, la quota è stata ridotta a 127,4 euro. A rivelarlo è una ricerca di Ref Ricerche, effettuata per il Sole 24 Ore, su 5 profili di consumo domestico. L’aumento del prezzo, è dovuto al costo inserito nella componente A3, gli oneri che finanziano gli incentivi alle rinnovabili. In poche parole nel 2017, chi possiede una seconda casa, usata per pochi mesi (ad esempio villeggiatura), subirà un  rincaro sensibilmente maggiore: ad esempio, per un consumo annuo di 1200 kilowattora, ci sarà il 52% di aumento medio in più rispetto all’anno scorso.

L’aumento deriva dalla diversa modalità di calcolo degli oneri di sistema, pesi diversi tra le quote fisse della bolletta elettrica tra utenti residenti e non residenti. Le nuove regole, frutto della ricezione della direttiva dell’Ue sull’efficienza energetica, porterà l’Italia a non essere più, dopo 40 anni, l’unico paese dell’unione a prevedere per i clienti domestici l’applicazione di tariffe per l’energia elettrica con struttura progressiva. Prima della riforma, per un particolare sistema di sussidi incrociati, chi consumava di più pagava anche una quota per chi consumava di meno (solo a parità di costi di servizio). Per l’Autorità dell’Energia, fa notare il Sole 24 Ore, il fine ultimo è “una tariffa lineare più equa, trasparente e aderente ai costi dei servizi forniti, maggiormente adatta a stimolare investimenti su un sistema più sostenibile”.

Ma quali voci della bolletta aumenteranno? Le voci sono queste: costo di energia, dispacciamento, commercializzazione, imposte e la tariffa degli oneri di sistema. Quest’ultima vedrà ancora una differenziazione fra residenti e non residenti. Ai primi viene applicata in quota energia, cioè in base al consumo, mentre ai secondi viene calcolata sia in quota energia che in quota fissa. Per la prima casa, l’aumento toccherà il peso solo della quota fissa della tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, equivalente al 15% del totale. Come detto, sarà più dura sulle seconde case, che vedranno la bolletta variare sensibilmente. Per loro, aumenterà anche la tariffa relativa alla gestione del contatore e gli oneri di sistema, per un totale del 40% dell’intera bollette.

Tra i non residenti, pagherà di più chi consuma di meno. Fra l’ultimo trimestre del 2016 e il primo del 2017 la bolletta per chi consuma 1200 Kwh annui è aumentata del 54%, più della metà. In questo trimestre, da giugno a settembre, la bolletta dovrebbe aumentare dell’1%, cioè il 30% in più rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, equivalenti a 104 euro su base annua rispetto al 2016. Per chi ha consumato 2700 Kwh, l’aumento è stato del 40% da gennaio, per poi scendere nel trimestre successivo e ricominciato a risalire nel terzo. Per queste famiglie, l’aumento nel 2017 rispetto al 2016 è stato in totale del 15%. I maggiori beneficiari delle nuove regole sono quelle famiglie con alti consumi, sopra i 3000 Kwh, senza distinzione fra residenti e non residenti. I non residenticon profilo di consumo di 4800 Kwh, invece, arriveranno a pagare il 12% in meno, mentre i residenti nel primo trimestre hanno visto la loro bolletta scendere del 21%, e nel terzo vedranno scendere il costo del 17%. Quasi ininfluente l’aumento per le prime case con profilo di consumo pari a 2700 Kwh, che probabilmente subiranno un aumento di solo un punto e mezzo percentualerispetto al 2016.

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