Treviso, la neonata soffoca, scatta il panico: la salvano grazie al telefono

È l’incubo di ogni mamma. Rendersi conto che il proprio bimbo, appena allattato, non riesce più a respirare e rischia di soffocare per un rigurgito, disturbo molto frequente fra i neonati. Come intervenire lo insegnano anche ai corsi premaman, ma quando è il momento di mettere in pratica le tecniche imparate, non è certo facile per un neo genitore mantenere il sangue freddo.

Lo ha fatto, grazie alle indicazioni degli operatori del Suem, il papà di una bambina di appena 30 giorni che venerdì sera ha rischiato di soffocare proprio a causa del classico rigurgito.

Erano le 22 di venerdì e la piccina era fra le braccia della sua mamma, che le stava dando l’ultima poppata della sera prima di metterla a letto. A un certo punto la donna si è resa conto che la piccolina non riusciva a respirare: il latte le aveva ostruito le vie aeree. Sono stati attimi di vero e proprio panico. La neomamma ha subito chiesto l’intervento del compagno, che senza perdere un secondo ha subito composto il 118, lanciando l’allarme.
L’ambulanza non avrebbe di certo fatto in tempo ad arrivare, e così dall’altro capo della cornetta è stato spiegato per filo e per segno cosa si dovesse fare. Si tratta di semplici operazioni, in gergo tecnico si chiamano manovre antisoffocamento di Heimlich, che prevedono però delle varianti nel caso dei bambini e in particolar modo dei neonati.
Istruito al telefono dagli operatori del 118, il papà ha subito preso in braccio la bambina, l’ha girata a testa in giù, ed ha cominciato a darle alcune pacche sul dorso finchè non ha ripreso a respirare. La piccolina, una volta liberatasi dal latte, è esplosa in un pianto liberatorio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai genitori così come all’infermiere che si trovava all’altro capo della cornetta.