Allerta su infiltrati nei cortei, attenzione a folle. Spazio aereo chiuso

C’è la tradizionale minaccia dei black bloc, intenzionati a fare devastazioni nel corso delle manifestazioni di sabato a Roma per i 60 anni dei Trattati di Roma. E c’è quella imprevedibile del ‘lupo solitario’, del jihadista self starter che può seminare il terrore semplicemente alla guida di un’auto, come si è visto a Londra.

La preoccupazione è alta, hanno riferito i vertici delle forze di polizia e degli 007 convocati al Viminale dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, per una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa).

Enhanced security measures in Campidoglio Square ahead of the EU summit commemorating the 60th anniversary of the Treaty of Rome, in Rome, Italy, 24 March 2017. EU leaders are gathering in Rome for a summit to mark the EU’s 60th anniversary and to outline its future after Britain leaves. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

L’indicazione è stata quella di innalzare ulteriormente il livello di attenzione e rafforzare i controlli sui luoghi affollati. Il timore è anche quello di possibili gesti emulativi. Quanto accaduto ieri a Westminster, ha spiegato Minniti, conferma “una minaccia che assume sempre più il carattere dell’imprevedibilità: i tempi di reazione si riducono sempre più. Come Nizza e Berlino, sono attacchi compiuti con i mezzi immediatamente disponibili. Noi dobbiamo quindi riflettere su una strategia che sia all’altezza di questa minaccia: come affiancare l’attività di intelligence al controllo del territorio”.

Intanto l’Enac ha comunicato che lo spazio aereo sarà chiuso su Roma e le zone circostanti. Fino alle ore 23 del 25 marzo sono vietati tutti i voli, inclusi quelli con velivoli ultraleggeri e i voli con i mezzi a pilotaggio remoto (droni), in un’area circolare avente un raggio di circa 10 chilometri dal centro della città.

Serve dunque un monitoraggio stretto sui foreign fighters (poco più di cento quelli che hanno avuto a che fare con l’Italia, ma pochissimi tornati dai teatri di guerra) e sugli ambienti a rischio (dalle carceri ai luoghi di ritrovo degli islamici, ma anche il web) in modo da cogliere per tempo processi di radicalizzazione. Bastano anche cambiamenti nell’aspetto esteriore, la barba che cresce, vestiti più tradizionali, per far scattare un campanello d’allarme.

Ci sono già state 27 espulsioni quest’anno, l’ultima proprio ieri, un tunisino che viveva a Cinesello Balsamo. Ma non basta. Perché possono passare all’azione soggetti insospettabili, che si sono auto-radicalizzati sfuggendo alle ‘antenne’ degli apparati di sicurezza. Per questo serve anche un presidio accurato del territorio. E vigilati speciali sono i luoghi affollati, diventati obiettivo dei jihadisti a Londra come a Berlino e a Nizza.

Impossibile difenderli tutti, se si pensa solo ad una città come Roma, meta di decine di migliaia di turisti ogni giorno. Ecco perché Minniti ha chiesto di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone anche in vista delle cerimonie di sabato, nonché verso i luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori. Si parla di mete turistiche, monumenti, stazioni, aeroporti, Vaticano, ma anche i posti della movida. Ma, in assenza di segnalazioni specifiche di pericoli dal fronte terrorista, a preoccupare di più in vista delle celebrazioni per i Trattati di Roma, sono i soliti noti: gli antagonisti dei centri sociali più ‘duri’ pronti ad usare i cortei di protesta come ‘scudo’ per violenze di piazza.

Un po’ come è successo all’inaugurazione dell’Expo a Milano, l’1 maggio 2015. Segnali di guerriglia urbana ci sono stati anche recentemente, dagli scontri di Napoli per il comizio di Matteo Salvini, alle contestazioni alla Sapienza al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Si stimano in alcune centinaia i potenziali black bloc da tenere d’occhio sabato. E problemi potrebbe crearne anche l’estrema destra, con Forza Nuova che sfilerà. Non sembrano invece in arrivo presenze significative dall’estero. Si parla di qualche decina di persone. In ogni caso, l’input arrivato alle forze di polizia è quello di essere visibili e rigorose: una gestione dell’ordine pubblico che, come disse lo stesso Minniti dopo gli scontri a Napoli, deve essere improntata ad una “tranquilla fermezza”.