Tragedia Rigopiano, voce dalla Procura: “Tutti morti sul colpo, terrorizzati dal terremoto”

Clienti e dipendenti dell’Hotel Rigopiano sono morti quasi tutti sul colpo. Dagli ambienti giudiziari che indagano sul disastro dello scorso 18 gennaio, con la valanga che ha travolto il resort ai piedi del Gran Sasso in Abruzzo, spuntano dettagli angoscianti.

Delle 29 vittime, pochissimi sarebbero sopravvissuti ai traumi, allo schiacciamento e all’asfissia quasi istantanea provocate dalle tonnellate di neve riversatesi in una manciata di secondi negli ambienti. I soccorritori che le hanno trovate tra le macerie ed estratte senza vita hanno descritto uno scenario apocalittico: i morti sono stati sorpresi dalla slavina assassina mentre aspettavano di poter lasciare l’hotel, ancora bloccati dalla strada innevata e in attesa dello spazzaneve che non arriverà mai. Molti avevano il trolley accanto, altri avevano il cellulare in mano e nelle ultime ore, dopo le scosse di terremoto che avevano colpito la regione, avevano scambiato numerosi messaggi allarmati con amici e famigliari. Proprio su questo punto insistono gli inquirenti: “Erano tutti terrorizzati dal terremoto“, ma nessuno, dalla proprietà del resort alle autorità locali, ha pensato al fatto che stessero rischiando la vita.

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