Terremoto, ecco perché a Roma è stato percepito così forte

Paura a Roma dopo le tre forti scosse di terremoto che hanno fatto tremare il centro Italia. Nella capitale il terzo terremoto, di magnitudo 5,3 avvenuto più a Sud dei due precedenti, è stato percepito a Roma come il più forte soltanto perchè più vicino, ha spiegato la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La magnitudo del terzo terremoto è stata superiore solo rispetto a quella del primo sisma, ricalcolata in 5,1, ma inferiore a quella del secondo, ad ora confermata in 5,4.

Le scosse sono state avvertite in maniera netta in molti quartieri della città: dal Tiburtino al Centro storico fino all’Eur. Chiuse le metro, evacuati uffici pubblici e musei. Molte le scuole che – anche senza una disposizione del Campidoglio – hanno deciso di mandare a casa i bambini. Gente in strada «ma fortunatamente nessun ferito», precisa il 118 dove i centralini sono andati in tilt.

Non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell’arco di tre ore «è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si manifestato». Lo ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

È accaduto che siano avvenuti terremoti successivi in tempi ravvicinati, «a volte a distanza di pochi secondi, com’era accaduto nel 1980 in Irpinia; altre volte con un intervallo di dieci ore: il concetto non cambia», ha detto ancora Amato. «Si sono viste più attivazioni progressive, purtroppo – ha aggiunto – non è chiaro il meccanismo che determina la variazione dei tempi».

«Non si può escludere il verificarsi di terremoti di magnitudo comparabile o superiore a quelli di questa mattina». Da questa mattina, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha localizzato oltre 100 eventi sismici di magnitudo maggiore di 2.0 tra le province dell’Aquila (Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) e Rieti (Amatrice).

Sempre secondo l’Ingv le quattro principali scosse di terremoto avvenute fra le 10,25 e le 14,33 di oggi hanno coinvolto un’area lunga circa 10-15 km in direzione appenninica e larga circa 5-6 km che si trova in una zona a pericolosità sismica molto alta. L’area è «compresa tra quella interessata dalla sequenza sismica del 2009» che ha colpito L’Aquila, e «la parte meridionale della sequenza sismica iniziata il 24 agosto scorso in Italia centrale». Dopo il terremoto del 24 agosto, riferisce ancora l’Ingv, «si sono verificati in quest’area eventi di bassa magnitudo concentrati poco a nord di Montereale e nella zona tra Pizzoli, Barete e Cagnano Amiterno. I sismologi dell’Ingv sottolineano che in quest’area è stato registrato solo un terremoto di magnitudo maggiore di 4.0, il 29 novembre 2016 (M 4.4) a 3 km da Montereale.