Arrestato uno dei presunti autori dellʼomicidio di piazzale Loreto

E’ stato arrestato dalla squadra mobile di Milano uno dei presunti autori dell’omicidio di Antonio Rafael Ramirez, il 37enne di Santo Domingo ucciso con coltellate e un colpo di pistola la sera del 12 novembre in piazzale Loreto. Dall’episodio scaturì la richiesta al governo del sindaco di Milano Giuseppe Sala di avere più militari per presidiare le periferie.

Caccia al complice – L’uomo, anch’egli sudamericano, è stato catturato in provincia di Siena nella notte tra il 5 e il 6 dicembre e la convalida è arrivata solo venerdì 9. Si cerca il suo complice che, secondo indiscrezioni, sarebbe fuggito dall’Italia ma non avrebbe lasciato l’Europa. Gli investigatori mantengono il riserbo sulle modalità dell’arresto e sui dettagli dell’indagine.

Le ipotesi sul brutale delitto – Per il delitto si è ipotizzato un regolamento di conti tra gang di latinos. Tuttavia il capo della Mobile, Lorenzo Bucossi, non ha mai confermato lo scenario. Del resto Ramirez non risultava legato ad alcuna pandilla e non aveva precedenti, c’è solo il sospetto che fosse legato allo spaccio in zona. Ed ecco quindi la seconda pista, un’aggressione feroce per punire uno sgarro tra pusher. La scena registrata dalle telecamere del Comune e di una filiale di banca lasciano pensare che la brutalità nascondesse qualcosa di più profondo della semplice lite di strada. Quella sera sono stati in due a colpire Ramirez: l’uomo fermato in Toscana e un altro sudamericano a cui la polizia sta dando la caccia.

L’aggressione avvenuta nella strada affollata – L’aggressione è avvenuta attorno alle 19, quando la strada era ancora piena di gente. Hanno assalito il dominicano all’uscita di un barbiere in via Padova ma i primi colpi sono arrivati in piazzale Loreto davanti a diversi testimoni. Prima le coltellate – una ferita di circa trenta centimetri alla scapola sinistra e un taglio dall’anca all’ascella – poi il colpo di pistola alla schiena con una semiautomatica. La fuga verso via Padova, le tracce lasciate lungo il percorso, l’identikit ricostruito dai fotogrammi e dai passanti. Tutti elementi che hanno consentito agli investigatori della Mobile di riannodare i fili fino alla cattura di uno dei due.

Il decesso in ospedale due giorni dopo – Ramirez è morto due giorni dopo all’ospedale San Raffaele, non sono bastate le due operazioni per asportargli un rene e una parte del colon. Gli assassini hanno usato quelle 48 ore per pianificare la latitanza sfruttando la rete di amici e conoscenti. La politica, invece, ha aperto un dibattito sul tema sicurezza che si è concluso con la decisione del ministro Alfano di inviare a Milano altri 150 militari.