Iraq, l’esercito prende l’edificio della tv a Mosul. “L’Isis usa scudi umani” – Foto


Le forze speciali irachene hanno preso l’edificio della tv di Mosul nel quartiere orientale di Gogjali, secondo quanto annuncia un generale iracheno citato dall’Associated Press. Stamattina le Golden Eagle avevano cominciato l’assalto contro la vecchia torre tv. Sull’area soffia un forte vento carico di sabbia che ha ridotto fortemente la visibilità. “Vi libereremo dall’Isis”, ha detto il portavoce della coalizione a guida Usa, colonnello John Dorian, in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv rivolgendosi agli iracheni.

Almeno 1.792 persone sono rimaste uccise in violenze in Iraq nel mese di ottobre contro i 1.003 del mese precedente. Lo rende noto la missione Onu di assistenza in Iraq. Almeno 1.120 delle persone uccise sono civili, gli altri 672 erano membri delle forze di sicurezza irachene tra cui i curdi pershmerga e le milizie che combattono a fianco dell’esercito mentre 1.358 sono i feriti. La città più colpita è Baghdad con 268 civili uccisi e 807 feriti seguita dalla provincia di Ninevah, con capitale Mosul, con 566 morti e 59 feriti.

Otto civili di una stessa famiglia, tre dei quali bambini, sono stati uccisi per errore nei giorni scorsi da un raid Usa sulla loro casa nel villaggio di Fadhiliya, pochi chilometri fuori Mosul. Lo affermano ong, fonti ufficiali e le milizie curde che combattono nell’area secondo quanto riferisce il Guardian. E’ la prima volta, scrive il sito del giornale, che un raid occidentale uccide civili da quando è iniziata l’offensiva per riprendere Mosul. Gli Usa affermano di aver condotto un raid nell’area il 22 ottobre e che indagheranno sulla vicenda.

L’Isis ieri ha cercato di trasformare 25mila civili in scudi umani per impedire la presa di Mosul da parte delle forze alleate, ma i raid aerei hanno impedito il trasferimento della maggior parte delle persone dai sobborghi vicini verso la città. Lo ha detto oggi a Ginevra la portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamdasani citando diversi rapporti in possesso delle Nazioni Unite.
Le forze curdo-irachene hanno sbaragliato l’Isis sul fronte est di Mosul e ora le truppe speciali di Baghdad combattono contro l’Isis all’interno della città. “Come comandante degli uomini e delle donne che hanno addestrato più di 6mila uomini in Kurdistan, non posso che essere orgoglioso, soddisfatto del lavoro svolto”. Così all’ANSA il Generale Ristuccia, comandante del Contingente in Iraq inquadrato nell’Operazione Prima Parthica. “Con l’addestramento, in particolare sugli ordigni artigianali, abbiamo contribuito a creare le condizioni per affrontare in modo decisivo l’Isis. E risparmiare tante vite”.

Il Generale di Brigata Angelo Michele Ristuccia, 50 anni originario di Caltanissetta, è al comando di 950 militari italiani. In Kurdistan si occupano di molte cose, dall’addestramento dei Peshmerga, donne e uomini, per la ‘caccia’ alle bombe dell’Isis, per le procedure di comando e controllo, e altri settori collegati alle attività militari. Il quadro generale, sottolinea un comunicato ufficiale della Difesa, è quello di assicurare “il necessario supporto operativo per sconfiggere” l’Isis, rendere sicuri i confini, ristabilire la sovranità dello Stato, formare Forze Armate e di polizia in grado di garantire la sicurezza”. I seguaci di Abu Bakr al Baghdadi “sono un nemico molto forte, ben organizzato, difficile da affrontare”, spiega l’Alto ufficiale all’ANSA nella base italiana a Erbil. “Sono molto soddisfatto del lavoro che è stato fatto. Certo c’è molto ancora da fare: noi siamo pronti a svolgerlo”, sottolinea il Generale di Brigata.

Le forze speciali irachene hanno preso l’edificio della tv di Mosul nel quartiere orientale di Gogjali, secondo quanto annuncia un generale iracheno citato dall’Associated Press. Stamattina le Golden Eagle avevano cominciato l’assalto contro la vecchia torre tv. Sull’area soffia un forte vento carico di sabbia che ha ridotto fortemente la visibilità. “Vi libereremo dall’Isis”, ha detto il portavoce della coalizione a guida Usa, colonnello John Dorian, in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv rivolgendosi agli iracheni.