Un ragazzo trova la figlia del sindaco morta in casa


E’ stata eseguita l’autopsia per provare a chiarire le cause del decesso di Chiara Zedda, la ragazza di 23 anni, trovata priva di vita lo scorso primo ottobre in una abitazione a Villacidro. La giovane era a casa dell’amico e collega ucraino Kurilo Evghen Serghijovych di 22 anni, al rientro da una stagione di lavoro a San Teodoro. La richiesta di effettuare l’esame autoptico è stata avanzata dal pm Andrea Schirra che coordina le indagini. Tra le ipotesi più probabili, quella che la giovane, figlia del sindaco della vicina Montresta, Antonio Zedda, possa avere abusato di sostanze stupefacenti.

In base a quanto finora ricostruito, Chiara Zedda era arrivata a Villacidro venerdì insieme al 22enne, per trascorrere a casa sua qualche giorno di relax. Sabato mattina, poco prima di mezzogiorno l’amico è andata a chiamarla, trovandola priva di vita. A quel punto ha chiamato il 118, ma ormai è risultato vano qualsiasi tentativo di rianimare la giovane. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri della Compagnia di Villacidro che hanno avviato le indagini, quindi il medico legale per l’ispezione cadaverica esterna. In seguito, il magistrato di turno ha chiesto il trasferimento della salma a Monserrato e disposto l’autopsia.

La sua bacheca Facebook, intanto, si riempie di messaggi di cordoglio, come quello scritto da un’amica: “Sei e sarai sempre la stella più bella e particolare di tutte, ovviamente la più colorata, insegna anche lassù quant’è bello essere diversi e soprattutto ricorda quanto amore e forza hai dato anche solo con un consiglio o con un sorriso a noi qua giù”. Un’altra ragazza scrive: “Mi dispiace tanto, eri una ragazza stupenda.. e troppo giovane, con ancora una vita davanti, per andarsene”. C’è chi non conosceva da tanto Chiara Zedda, ma si era subito legato a lei: “Ci conoscevamo da non molto, ci siamo subito intesi, la tua personalità mi piaceva”.