Ubriaco alla guida del tir, uccide padre, madre e ferisce i tre figli


La prima segnalazione alla polstrada è arrivata attorno alle 19, venerdì sera. «Sono fermo in tangenziale, sulla destra, poco prima dello svincolo per Milano. Un tir ha tamponato un’altra auto e ha colpito sulla fiancata anche me. È scappato, ha continuato a correre verso la A4». Mentre gli agenti rimangono imbottigliati nel traffico, diretti a Falchera, non possono immaginare quello che sta per succedere pochi minuti dopo, 20 chilometri più avanti. Un altro schianto, terribile, alla barriera di Rondissone. Questa volta non ci sono solo danni. C’è una famiglia torinese che ha appena passato il casello. L’autoarticolato li spazza via. Mamma e papà muoiono sul colpo.

UNA FAMIGLIA DISTRUTTA

Nora Rharif aveva 30 anni, suo marito, Mustafà El Chouifi, 39. Ci vuole tempo prima che i vigili del fuoco riescano ad aprire le lamiere, per salvare i loro figli, intrappolati nell’abitacolo. La più grave, ferita alla testa, ha solo due mesi ed è in prognosi riservata. La sorellina 4 anni, il maggiore 8. Loro due sono coscienti, feriti ma salvi. Abbracciano i pompieri, piangono. L’autostrada è in tilt. Auto che si incolonnano, curiosi, il Tir che scappa. I bimbi vengono caricati su un’unica ambulanza, che corre verso il Regina Margherita. I medici, quando è ormai notte, sono ottimisti, ma non troppo. Nessuno di loro è in pericolo di vita, ma le complicazioni non si possono escludere. Ma la corsa del Tir non è ancora finita. A Rondissone tampona un’altra auto, che carambola tra le corsie e si ferma in mezzo all’autostrada. Alla guida c’è un uomo di Milano. Viene portato all’ospedale di Chivasso. Se la caverà con qualche contusione. Il Tir prosegue per altri 40 chilometri. La corsa finisce a Villarboit. Qui, il terzo incidente. Alla fine i feriti saranno cinque, perché è in ospedale anche una donna di 45 anni di Giaveno al volante di una «Sedici».