Droga e uccide il figlio di due anni col metadone. “Non lo voleva più”


Avrebbe ammazzato il proprio bambino di due anni, solo perché non voleva essere disturbata mentre si drogava. E’ un’accusa tremenda quella che pende nei confronti di Kelly Emery, 34enne inglese di Frankley, Worcestershire. Secondo quanto scrive il Daily Mail, le indagini a casa della donna avrebbe portato alla luce che in dube biberon c’erano tracce di cocaina: secondo il procuratore generale la Emery avrebbe somministrato metadone al suo piccolo anche in altre occasioni precedenti al decesso della giovanissima vittima, avvenuto il 1° luglio 2013.

La 34 enne ha negato le accuse di omicidio e di abuso minorile, mentre invece si è riconosciuta colpevole del reato di omicidio per palese negligenza dovuta al fatto di non aver impedito al suo figlioletto di entrare in contatto con il metadone. L’accusa, nel suo intervento introduttivo all’apertura del processo, ha affermato di poter dimostrare che l’imputata, tossicodipendente, ha consapevolmente intossicato suo figlio dandogli del metadone perché quella sera voleva fumare cocaina “senza avere il bambino tra i piedi. Non voleva essere disturbata”. La Emery era solita tenere la droga in una bottiglia e l’accusa sostiene che nessun bambino di due anni avrebbe mai potuto aprirla e ingerire da solo la sostanza.