È arrivato il calabrone killer minaccia per l’uomo e le api


Un nuovo pericolo non solo per chi è allergico alle punture di vespe, api, calabroni. È stata infatti confermata la presenza in Piemonte, in provincia di Alessandria e anche nel Cuneese, della vespa velutina, subito ribattezzata «calabrone killer». «È classificata come specie “aliena” e in pratica non ha nemici naturali – spiegano gli esperti -. Il calabrone killer può essere confuso con il nostro calabrone comune ma ha delle sostanziali differenze. È più piccolo, è lungo circa 3 centimetri contro i 4 del calabrone e ha colori diversi: presenta le zampe di due colori nero e giallo e le antenne nere. L’allarme per l’arrivo di questo calabrone è arrivato per primo dal mondo degli apicoltori, poiché gran parte della dieta delle sue larve è a base di api. Non è da sottovalutare il pericolo per la salute pubblica. Si tratta infatti di una specie aggressiva che può infliggere punture pericolose e potenzialmente letali per l’uomo». L’Università di Torino studia la diffusione di questo insetto e da due anni ha attivato un sito sul tema: www.vespavelutina.unito.it.

Non è però solo il «calabrone killer» a rappresentare un potenziale pericolo. Secondo la onlus Feder Asma e allergie, l’8% di chi è stato punto da un’ape, una vespa o un calabrone (e si stima che lo siano 9 italiani su 10) può sviluppare una reazione allergica, fino ad arrivare allo choc anafilattico e, in casi estremi (almeno 10 casi all’anno in Italia), al decesso.

Per questo è stata lanciata una campagna d’informazione che ha come slogan «Punto nel vivo» e che vede coinvolti Pronto soccorso e specialisti. In provincia di Alessandria, i punti di riferimento sono la struttura di Allergologia dell’ospedale di Novi (con il dottor Luigi Cremonte) e l’ambulatorio di Allergologia dell’Azienda ospedaliera di Alessandria (dottoressa Pinuccia Omodeo). È stata attivata anche una pagina Facebook (facebook.com/puntonelvivo): lo scopo è di offrire informazioni sulle reazioni alle punture di questo genere di insetti, su quando è opportuno rivolgersi a uno specialista e su quando è necessario spostarsi muniti di «salvavita» come l’adrenalina autoiniettabile.