Paura al Gay Village, uomo armato arriva all’ingresso e apre il fuoco: spedizione dopo una rissa tra bande


Un centauro vestito di nero con il viso nascosto dal casco integrale spara contro gli uomini della sicurezza del Gay Village. Non ci sono feriti e il sicario ha anche lasciato lì la pistola, ma l’episodio «è grave», dicono gli organizzatori «abbiamo paura».

IL BLITZ
Sono le 5 di sabato mattina, lo spazio del Gay Village sta chiudendo, la serata non è filata liscia, dopo l’esibizione di Paola Turci e Cecile, c’era stata una rissa, una quindicina di ragazzi si erano massacrati di botte. Gli uomini della sicurezza erano intervenuti riuscendo a mettere fine alla rissa e tutto sembrava finito.
Finita la manifestazione nessuno pensa più all’episodio della scazzottata, ma all’improvviso nel buio del parcheggio si sentono esplodere dei colpi di pistola. Tre spari che provengono da via delle Tre Fontane, dove c’è un’uscita secondaria del Village. Nel parcheggio si scatena il panico, i vigilante si precipitano fuori dal perimetro e rincorrono per qualche centinaio di metri il motociclista, ma sono a piedi, quando salgono in macchina il centauro si è già dileguato alla guida del suo Tmax nero.
A terra le guardie giurate trovano la pistola del centauro, sul posto arrivano gli agenti del commissariato Esposizione . «Non siamo riusciti a vedere quasi nulla – dicono alcuni testimoni – era tutto buio – è stato pauroso».
 
LE INDAGINI
Via delle Tre Fontane è una strada completamente al buio, e non ci sono telecamere, ma gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere della zona dell’Ente Eur, è possibile che gli apparecchi della videosorveglianza abbiano ripreso il sicario in fuga sulla moto. Gli esperti della scientifica stanno esaminando la pistola trovata poco lontano dal perimetro diel Gay Village. L’arma forse è stata gettata dal sicario, oppure l’ha gli è caduta e non ha potuto fermarsi per riprenderla. Gli investigatori non escludono che il centauro fosse ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’ipotesi dell’agguato è che si sia trattato di una vendetta legata alla rissa di qualche ora prima. E’ probabile che il centauro sia uno dei ragazzi che aveva partecipato alla scazzottata ed è stato messo fuori dal Gay Village.
«In questo momento ci sentiamo soli in un’area altamente a rischio – denuncia Imma Battaglia, leader del movimento Lgbt – siamo preoccupati per i nostri lavoratori perché quanto accaduto ha dimostrato che il problema della sicurezza in città diventa sempre più impellente, i poliziotti del commissariato stanno lavorando in maniera esemplare, ma sono pochi e senza risorse economiche per pagare gli straordinari. Chiediamo al sindaco Virginia Raggi di intervenire, qui c’è un degrado assoluto e noi facciamo anche l’impossibile per combatterlo, ma da soli non possiamo farcela».