Iran, impiccato lo scienziato nucleare accusato di aver collaborato con la Cia


Shahram Amiri, scienziato nucleare iraniano in prigione dal 2010 dopo essere stato negli Usa, è stato impiccato. Lo hanno riferito alla BBC i suoi familiari, a cui il corpo è stato restituito dalle autorità con i segni di corda attorno al collo. Lo scienziato, scomparso nel 2009, era ricomparso negli Usa e aveva raccontato di essere rapito dalla Cia. Rientrato in patria, era stato arrestato con l’accusa di aver collaborato con la Cia.

La storia di Amiri, nato nel 1977, è uno dei tanti misteri che circondano esperti nucleari dell’Iran, Paese che un anno fa ha raggiunto un accordo con la comunità internazionale sul proprio programma nucleare.

Lo scienziato scomparve nel giugno 2009 durante un pellegrinaggio alla Mecca e riapparve 13 mesi dopo nella sezione di interessi iraniana a Washington. Al suo rientro a Teheran fu accolto da autorità e familiari. Amiri denunciò di essere stato rapito dalla Cia che lo aveva sottoposto a “intense pressioni psicologiche per fargli rivelare informazioni sensibili” e di essere riuscito a scappare. Gli Stati Uniti hanno invece sempre sostenuto che si era trattenuto nel Paese di sua volontà. Nel 2011 fu arrestato e processato per tradimento. Venne detenuto in una località segreta.

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L’esecuzione è stata confermata da Teheran. Amiri “ha fornito al nemico informazioni vitali sul Paese”, ha dichiarato un portavoce della giustizia iraniana, Gholamhosein Mohseni Ejehi, attraverso l’agenzia ufficiale Irna.