“Mettigli la cremina per coprire i lividi”: schiaffi ai bimbi e bugie ai genitori nellʼasilo degli orrori – Foto

Venticinque episodi di maltrattamenti in 115 giorni di intercettazioni dei carabinieri. Sei bimbi nel mirino, tre maschi e tre femmine. L’inferno all’asilo Baby World del quartiere Bicocca, a Milano, inizia ad aprile, anche se il sospetto degli investigatori è che continuasse già da almeno un paio di mesi. Gli schiaffi ai bimbi, i tentativi di nascondere i lividi e le bugie raccontate ai genitori per spiegare i segni sui figli.

Le menzogne ai genitori – I primi sospetti sorgono a qualche genitore ad aprile. “Lunedì il padre di… mi ha chiesto perché il bambino aveva alcuni lividi su tutte e due le braccia – spiega, secondo quanto riportato dal  Corriere della Sera, una delle due educatrici che si sono dimesse dal nido -. Lo stesso giorno la mamma si è fermata a parlare con Milena (la coordinatrice arrestata, ndr) e lei ha giustificato i traumi spiegando che il piccolo se li era procurati da solo, pizzicandosi la pelle con la molletta del ciuccio”.

“Copri i lividi con una cremina” – La donna, che resta ai domiciliari, e il compagno, Enrico Piroddi, tornato invece in libertà, iniziano a fare più attenzione. Un giorno lui la chiama: “La bambina si è svegliata con dei segni rossi in faccia. Volevo capire se era un tuo schiaffo”. Lei: “No, io glielo ho dato in testa, non in faccia, non sono così stupida”. Poi suggerisce: “Metti un po’ di cremina… Devi dire alla mamma che mentre giocava si è fatta male”.

Ai collaboratori: “Non abbiate paura di spaventarli” – Le registrazioni dei carabinieri dimostrano che i maltrattamenti e le punizioni non si verificano in casi sporadici, ma si tratta di un’abitudine, quasi un “metodo” raccomandato anche alle collaboratrici dell’asilo: “Non abbiate paura di spaventarli”, dice la coordinatrice intercettata da una cimice.

Nel bagno la sdraietta con i lacci per legare i bimbi al buio – Gli episodi si ripetono ciclicamente, tanto da diventare una vera minaccia per i bambini. Ad aprile una bimba di un anno viene chiusa per quattro volte nel bagno o in un ufficio al buio, legata con delle cinghie a una sdraietta. Qualche settimana dopo Milena Ceres, la 34enne ai domiciliari, mette in guardia un altro bimbo minacciandolo di fargli fare la stessa fine: “Devi dormire, sennò oggi vai in bagno direttamente.

I due arrestati si sarebbero dovuti sposare sabato – Piroddi e Milena Ceres, lui sardo, lei salernitana, sono uniti anche nella vita privata. I due si sarebbero dovuti sposare sabato, ma il matrimonio è saltato dopo gli arresti.  Dal passato della donna, intanto, emerge una segnalazione in Prefettura come consumatrice di droga: la Ceres fu fermata qualche mese fa in piazzale Maciachini, alla periferia di Milano, non lontano dall’asilo, dopo aver comprato dell’hashish.