Libia, Sarraj: “Il governo ha chiesto raid Usa contro lʼIsis, sono già iniziati”


Il governo di unità libico ha chiesto raid aerei statunitensi contro l’Isis a Sirte. Lo ha annunciato il premier di Tripoli, Fayez Al Sarraj, affermando che i primi bombardamenti sono già stati effettuati. Il portavoce del Pentagono, Peter Cook, ha confermato che i raid puntano a negare al Califfato “paradisi sicuri” in Libia.

Sarraj ha rivelato che il suo governo aveva chiesto un “sostegno diretto agli Stati Uniti per effettuare raid aerei contro l’Isis a Sirte”, scrive il sito Alwasat, confermando il “rifiuto del suo governo ad ogni tipo di ingerenza straniera senza mandato o autorizzazione del governo di intesa nazionale”.

Nel suo discorso in tv Sarraj ha precisato che “oggi caccia americani hanno effettuato dei raid aerei contro l’Isis a Sirte conformemente alla richiesta presentata dal Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale ed in coordinamento con la “Operation Room” dell’operazione al Bonyan al Marsous” a Sirte.

“L’aviazione Usa ha colpito alcune postazioni dell’Isis a Sirte – ha aggiunto – infliggendo loro pesanti perdite”. Questo “aiuto solo aereo sarà limitato ad un asso di tempo ben determinato, nell’area di Sirte e della sua periferia” e “non ci saranno presenze militari Usa sul terreno”.

Milizie: chi è contro intervento Usa sostiene Isis – Il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle milizie che partecipano all’operazione militare per la liberazione di Sirte dall’Isis ha “difeso” l’intervento americano condotto con raid aerei nella città costiera, precisando che “è mirato ad eliminare Daesh, il nemico più potente nel Nord Africa”. “Chi è contrario all’intervento Usa sostiene in un modo o nell’altro l’Isis”, ha aggiunto, precisando che “dal lancio dell’operazione militare a maggio sul campo di Sirte sono morti 350 miliziani e altri 2.000 sono rimasti feriti”.

Pentagono: “Abbiamo fatto dei raid mirati” – “Gli obiettivi a cui miriamo sono target che devono essere colpiti con precisione, considerato il rischio di vittime civili, target che le forze locali non sono state in grado di colpire efficacemente. Oggi, ad esempio, sono stati colpiti posti con carri armati e poi due veicoli dell’Isis”. Lo ha dichiarato il portavoce del Pentagono, Peter Cook, facendo riferimento ai raid aerei condotti oggi dall’aviazione militare statunitense contro lo Stato islamico a Sirte.