Ucciso a 27 anni a Terni, lʼavvocato della famiglia: “Non ci sarà indennizzo perchè David risultava ricco per lo Stato”


Lui era troppo “ricco” e così la famiglia di David Raggi, il 27enne di Terni ucciso nel marzo 2015 da un ubriaco, non potrà avere alcun indennizzo dal fondo per le vittime di reati intenzionali e violenti. Lo denuncia il legale della famiglia Raggi, l’avvocato Massimo Proietti. Il giovane, che aveva cominciato a lavorare da un anno, aveva infatti un reddito di 13.500 euro, mentre la normativa italiana ha fissato come soglia di accesso al fondo quella degli 11.500 euro.

Non è l’unico caso – Proietti mette le mani avanti e, in attesa della conclusione della causa civile, ipotizzando che il condannato per l’omicidio del 27enne non possa risarcire, parla già di una “limitazione gravissima e incostituzionale”. Il legale assiste anche i parenti, che si trovano in situazioni analoghe, di Pietro Raccagni, il commerciante della provincia di Brescia ucciso durante una rapina in villa da una banda di stranieri nel luglio 2014, e di Carlo Macro, il 33enne trafitto al cuore con un cacciavite da un indiano clandestino, a Roma, nel febbraio dello stesso anno. Anche per le famiglie di queste ultime due vittime non è previsto infatti al momento alcun risarcimento, sempre per motivi reddituali. “Questa norma è contraria ai principi costituzionali interni ed europei”, tuona il legale.

“Fondo non risarcirà nessuno, è una presa in giro” – Per l’avvocato la nuova legge presenta inoltre un’altra anomalia, relativa all’entità del fondo. “Quest’ultimo – spiega – è stato accorpato al già esistente fondo per le vittime dei reati di mafia, estorsione ed usura, con un’integrazione di appena 2 milioni e 600 mila euro l’anno. Si tratta di una cifra insufficiente a soddisfare tutte le richieste e, tra l’altro, al momento non ci sono previsioni né sull’entità dell’indennità, né sulle modalità e i tempi di erogazione. E’ quindi un fondo che di fatto non risarcirà nessuno, una presa in giro e un’elemosina”. Secondo il legale, dunque, “la legge, passata in sordina, non sortirà alcun effetto e non avrà alcun beneficio per la maggior parte dei danneggiati”.