Bolloré sta provando a sfilare Mediaset a Berlusconi


Ugo Bortone ha provato a fare una traccia di quel che sarà l’acquisto dell’anno: “L’obiettivo di Vincent Bolloré non è Mediaset Premium, bensì l’acquisto di una quota strategica dell’impero televisivo di casa Berlusconi”.

L’acquisto di Vivendi dell’89% di Premium, è di fatto vicino a saltare. O, comunque, a diventare qualcosa di molto meno remunerativo per Mediaset.

Martedì mattina una nota di Mediaset ha informato la Borsa che Vivendi, pur confermando l’intenzione di procedere allo scambio del 3,5% del capitale Mediaset contro un’analoga quota francese, aveva fatto marcia indietro su Premium: il gruppo parigino non avrebbe più acquistato l’89% della pay tv, bensì solo il 20%. “In cambio, nella lettera firmata dall’ad Arnaud de Puyfontaine Vivendi ha annunciato di voler salire al 15% di Mediaset attraverso la sottoscrizione di un prestito obbligazionario convertibile entro tre anni”.

Quella che Vincent Bolloré ha raccontato come “grande alleanza strategica”, però, sembra ben altro, almeno stando alla lettura del quotidiano “vicino” a casa Berlusconi: “La prima conseguenza del prestito sarebbe la diluizione della quota Fininvest in Mediaset al di sotto dell’attuale 34,768%, cioè la quota che permette all’azionista di controllo, cioè la famiglia Berlusconi, di avere l’ultima parola nelle decisioni che contano”.

Invece, secondo lo schema Bolloré, il potere andrebbe condiviso con Vivendi e una pattuglia di fondi.

Così, da un lato il gruppo di Cologno Monzese ha già quantificato la richiesta dei danni, circa 1,5 miliardi di euro. Dall’altra teme che l’analisi dei conti di Premium effettuata dai francesi (83 milioni di perdite nel 2015, 63 nel primo trimestre 2016) possa portare a gravi conseguenze per il futuro dell’azienda. Per questo Pier Silvio Berlusconi, in occasione pochi giorni fa, ha pensato bene di spiegare come i conti di Premium siano “in linea con i piani che prevedono il break even al terzo anno”.