Bangladesh, le vittime dell’attentato dei terroristi a Dacca


Undici italiani coinvolti, almeno 3 morti. Nel dramma sarebbe deceduta anche l’imprenditrice viterbese di una ditta sulla Cassia e una siciliana di 50 anni

La prima vittima è un imprenditore residente a Feletto Umberto, Cristian Rossi, 47 anni, sposato e padre di due gemelline di appena 3 anni. L’altro è Marco Tondat, un giovane imprenditore nel settore tessile, di Cordovado. La notizia che Rossi era tra gli uccisi è stata comunicata dalla Farnesina alla moglie poco più di un’ora fa.  Manca il riconoscimento ufficiale del corpo, ma purtroppo non ci sono molte speranze, come hanno fatto intendere i funzionari del ministero degli Esteri. L’uomo era un imprenditore nel settore dell’abbigliamento e venerdì sera si trovava a cena con altri colleghi in una saletta appartata dell’Holey Artisan Bakery, il locale accanto all’ambasciata italiana preso d’assalto dai miliziani islamisti. La Farnesina si era già messa in contatto nella tarda serata di venerdì con i familiari per comunicare loro che Rossi era a cena nel ristorante preso d’assalto. Nel dramma di Dacca sarebbe finita anche l’imprenditrice viterbese di una ditta sulla Cassia, Nadia Benedetti. Lavora nel settore tessile e nel settore dell’abbigliamento e ha un’impresa in Bangladesh.

Sono ore di angoscia anche per la sorte di una donna catanese residente a Dacca, Adele Puglisi, cinquantenne, che si trovava nel bar. In precedenza aveva lavorato per la società di Nadia Benedetti. La donna, stando alle testimonianze dei superstiti, era all’interno del ristorante “Holey Artisan Bakery” al momento dell’attacco. Di lei familiari e amici non hanno notizie da due giorni. Secondo Diego Rossi, lo chef italo-argentino del locale che è riuscito a fuggire, la donna, che ha definito “muy simpatica”, doveva ripartire alla volta della Sicilia proprio oggi.

Fra le vittime dell’attacco c’è anche una cittadina indiana, come ha reso noto il ministero degli esteri a Nuova Delhi. E’ Tarushi Jain, studentessa di 19 anni di Berkeley che si era dipplomata dalla Scuola americana di Dacca.