In fiamme lo Yacht della moglie di Semeraro

Fiamme dal primo pomeriggio di ieri fino a notte inoltrata, ieri al largo degli Alimini di Otranto. Lo
yatch di 24 metri “Way out” dell’imprenditrice salentina Elena Galluccio, moglie dell’ex patron del Lecce Calcio Giovanni Semeraro, presidente della “Clinica Santa Maria” di Bari, ha preso fuoco verso le 17.30 di lunedì ed intorno alle 21 si era già inclinato verso poppa avvolto nelle fiamme propagatesi anche su una parte del carburante uscito dai serbatoi. Tre persone sono state tratte in salvo quando ancora il fuoco era contenuto sotto la coperta dell’imbarcazione partita dai cantieri Danese di Brindisi e diretta alla Blue Salento di Gallipoli: due componenti dell’equipaggio, uno di Castro, l’altro di Brindisi, nonché un loro amico anch’egli di Castro. Il timore dell’inquinamento di quel tratto di mare a circa due miglia dalle affollate spiagge degli Alimini è stato al centro dell’intervento della nave “Visone” del Ministero dell’Ambiente, gestita dalla società Ievoleco: la zona è stata circoscritta con le boe e le paratie per il contenimento del carburante.
Da questo stessa nave sono partiti i gettiti di acqua sparati dal cannone di prua, nel tentativo di contenere l’incendio. Tuttavia con il passare delle ore le fiamme hanno divorato questo yatch in vetroresina, destinato inevitabilmente a colare a picco sul fondale che misura circa 30 metri di profondità.

Stime ufficiali ancora non ce n’erano ieri sera sul quantitativo di carburante trasportato: se in un primo tempo si parlava di settemila litri, in serata il quantitativo è sceso a 3.500 litri. La documentazione di bordo ed una ispezione dei sommozzatori potranno meglio chiarire se e quale rischio ci sia per l’ecosistema marino e, di conseguenza, quale impatto potrebbe avere sul turismo questo incidente. Perché di incidente si parla: di un corto circuito.