Donati gli organi del tredicenne morto, la rete si commuove


“Riposa in pace, piccolo guerriero”. E guerriero, Michele Pizzuto, 13 anni, lo è stato davvero. Per sei giorni ha lottato con tutte le sue forze per la vita, in quel letto della seconda rianimazione dell’ospedale Civico, nonostante le sue condizioni disperate, e con lui i medici. Purtroppo ieri mattina è arrivata la morte cerebrale. Troppo gravi le ferite riportate in quel tragico schianto in via Gibilrossa, avvenuto una settimana fa.

In quel momento il ragazzino di 13 anni era nei pressi di casa sua al civico 46, pare che stesse attraversando la strada per raggiungere il fratello che era in macchina quando è arrivata una Citroen C 3 e lo ha investito in pieno. Il ragazzino è stato imbarcato sul cofano e dopo avere urtato violentemente contro il parabrezza è stato catapultato qualche metro più avanti. E’ stato lanciato l’allarme e sono scattati i soccorsi, sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e immediatamente sono entrati in azione: le condizioni del ragazzo erano gravi, e dopo avergli prestato le prime cure, lo hanno trasportato al Civico dove è stato sottoposto ad una serie di accertamenti clinici e alla fine i medici ne hanno disposto il ricovero con la riserva sulla vita al reparto di seconda rianimazione.

“Ha avuto una forza di volontà incredibile, avevamo capito subito che la situazione era disperata, che purtroppo le speranze erano pochissime, ma ha resistito per sei giorni, mostrando una grande tempra”, dice Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale Civico e dell’ospedale dei Bambini.

Una vita giovane, giovanissima, spezzata, ma che nella sua tragicità ha, avrà un senso: gli organi di Michele infatti sono stati donati ad altre persone. Una decisione presa in un momento terribile dalla famiglia del tredicenne, che ha commosso tutti.

La sua foto, con lui fiero, bello e orgoglioso di fronte ad uno specchio, sorridente, con uno sguardo intelligente e vispo, vestito elegante con giacca e papillon, ha fatto il giro dei social network. Centinaia di persone, amici e non, l’hanno condivisa, commentandola. “Piccolo guerriero, ci mancherai”, dice una ragazza. “La tua vita, il tuo sacrificio, servirà a salvarne altre. I tuoi genitori devono essere tanto orgogliosi di te”, dice un ragazzo. Un abbraccio che il popolo virtuale ha voluto dedicare a questo piccolo grande uomo, portato via troppo presto da un destino beffardo. da GDS