Ecco cosa fare in caso di puntura d’ape o di vespa


Dalle zanzare alle vespe, i piccoli sono soggetti a queste situazioni anche perché spesso vengono incuriositi dai fiori colorati e dalla fauna circostante. Il rischio si amplifica se ci si trova inmontagna o in spiaggia, soprattutto se armati di ghiaccioli e succhi di frutta in grado di attirare questo tipo di insetti. Se non si riesce a scampare il pericolo e ilbimbo viene punto, l’importante è non perdere la calma. Un genitore agitato è quanto di peggio possa esserci per tranquillizzare un bambino spaventato e dolorante. Per cui è bene respirare e mantenere la calma, anche se il piccolo è allergico.

I farmaci indispensabili se è allergico – Il massimo timore, quando un bambino èpunto da un’ape o da una vespa, è la possibile reazione allergica. Chi sa già diavere un figlio allergico alle punture di ape e/o di vespa, dovrà tenere in borsa sempre il kit d’emergenza, di solito composto da farmaci antistaminici e cortisonici. E, dopo un primo intervento sul posto, sarà necessario recarsi al pronto soccorso più vicino per monitorare la situazione. I sintomi dell’allergiasolitamente vanno dal gonfiore diffuso al flush cutaneo, passando per situazioni più gravi come l’anafilassi e lo shock anafilattico (gola chiusa, difficoltà a respirare, gonfiori del volto). Qualora si presentassero tali sintomi e non si avessero i farmaci a portata di mano, sarà necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso o presso la guardia medica.

Il ghiaccio – In assenza di episodi allergici, il bambino accusa subito molto doloredopo la puntura di un’ape o di una vespa. In questi casi, è utile applicare del ghiaccio sulla zona colpita. L’ideale sarebbe proprio avere a disposizione una piccola trousse di pronto soccorso, dotata anche di ghiaccio attivabile all’istante (si acquista in farmacia, parafarmacia e anche al supermercato). Il ghiaccio, come quando si prende una botta, andrebbe applicato per una decina di minuti, poi tolto per altri dieci minuti e, infine, riapplicato.

Il pungiglione – Se si nota che, all’interno della puntura, è rimasto il pungiglioneo parte di esso (si vede facilmente perché ha l’aspetto di un punto più scuro al centro del ponfo), sarebbe bene farlo togliere da personale esperto. Infatti, il fai da te potrebbe causare anche infezioni, soprattutto se eseguito con pinze o simili non preventivamente disinfettati.

Lo stick dopo-puntura – Oggi in commercio si trovano pratiche “penne” in grado di diminuire il bruciore delle punture di insetto (comprese api e vespe) o degli urti causati dallo scontro con una medusa. A base di ammoniaca, questi stickvanno applicati sulla parte dolorante tamponando e mai strofinando. L’ideale è l’applicazione tra una “pausa” di ghiaccio e l’altra.

Se il bruciore non passa – Se l’incontro con l’insetto in questione è stato molto violento e il bruciore non passa, può essere utile l’applicazione di creme a base di cortisone. Questi farmaci topici si acquistano di solito senza obbligo di ricetta. Ma, prima di utilizzarli sui bambini, è sempre necessario consultare il pediatra.