Il ruolo del papà nella sala parto è diventata una figura fondamentale


Fino a qualche decennio fa, i papà sostavano fuori dalla sala parto in attesa di sentire il primo vagito del figlio. Un po’ perché queste erano le regole e un po’ per paura o rifiuto della compagna. Oggi, invece, la situazione si è decisamente (e fortunatamente) ribaltata e il papà è diventato una figura-chiave nel momento del parto. Infatti, benché non possa condividere il dolore fisico, la figura paterna può davvero fare la differenza per la futura mamma. Rassicurandola, procurandole ciò di cui ha bisogno, massaggiandola e garantendo una presenza emotiva insostituibile.

Partecipare ai corsi pre-parto – Non si può pretendere che un papà sia catapultato di punto in bianco in sala parto, senza un’adeguata preparazione al momento. Tutto ciò potrebbe farlo sentire inadeguato e sicuramente non di aiuto alla propria compagna. Dunque, è molto importante che i padri siano presenti agli appositi corsi pre-parto, proprio per entrare in modo graduale nell’ordine di idee della nascita. E di tutte le diverse fasi che quest’ultima comporta.

Rifarsi alle dinamiche della coppia – Non esiste un modo unico per stare vicini alla propria compagna, durante il delicato momento del parto. Infatti, alcune donne non amano essere accarezzate in quella fase e preferiscono che il partner si limiti a una vicinanza emotiva. Così come, invece, ci sono donne che desiderano essere aiutate a rilassarsi attraverso il contatto fisico (massaggi, carezze, abbracci, baci). Ciascuna coppia conosce il proprio linguaggio ed è molto importante privilegiare questo tipo di intimità anche nel momento della nascita di un figlio.

Pause per la serenità – La presenza del papà durante il travaglio e in sala parto, non dovrebbe mai essere una sorta di tour de force ma un momento unico e meraviglioso della vita a due. Quindi, è importante che ciascuno scelga come esserci e, soprattutto, è fondamentale prendersi alcune pause se emotivamente non ci si sente pronti per una “tirata” unica. Un caffè, un panino, un riposino: sono tutti stacchi benefici quando si sente di non poter resistere alla tensione. Per poi tornare più carichi e utili vicino alla propria compagna.

Cercare un equilibrio anche in sala parto – Non si può sapere come si reagirà nel momento del travaglio o nell’esatto istante della nascita del proprio figlio. Non può saperlo la donna e non può esserne a conoscenza neppure ilpadre. Le reazioni possono essere differenti e spaziare dalla vicinanza assoluta, sino alla voglia di restare sole per un po’ di tempo con la propria creatura. Diciamo che in tali fasi, è opportuno che i papà abbandonino rigidi schemi mentali o etichette. No alla permalosità e sì alla libertà di vivere il momento come meglio si sente di poterlo fare.

Assistenza concreta – Pur non potendo partecipare direttamente al dolore del parto, il papà può rivelarsi molto utile anche a livello concreto. Per esempio, regalando alla futura mamma quelle piccole attenzioni che possano rendere il momento meno difficile. Dal tè con le fette biscottare (per le donne a cui è concesso spiluccare qualcosa durante il travaglio), fino alla lettura di qualche pagina divertente. Dall’ascolto di un brano rilassante, all’allontanamento di parenti molesti e inopportuni. Ogni papà e compagno sa, in fondo, cosa fare per creare un’atmosfera più piacevole per la propria compagna.