Annunciazione e Venerdì Santo nello stesso giorno: la prossima volta tra 141 anni


Nel 2016 il giorno del concepimento di Gesù Cristo nel grembo verginale di Maria e la morte di quello che oltre due miliardi di cristiani nel mondo credono essere il loro Salvatore, coincidono. Il 25 marzo, infatti, la Chiesa cattolica celebra sia la festività dell’annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla Madonna, sia il venerdì santo e la morte in croce di Gesù. Non accadeva dal 2005 e perché questa curiosa coincidenza avvenga di nuovo, passeranno per 141 anni: Annunciazione e venerdì santo, infatti, cadranno nello stesso giorno solo nel 2157.

Si tratta di un fatto a cui alcuni teologi studiosi danno un significato propriamente religioso, visto che lega due giorni in cui si compie, secondo la dottrina di tutte le confessioni cristiane, la redenzione dell’umanità. Con l’annunciazione, Cristo, da Dio, diventa anche uomo, figlio di una donna e comincia il suo cammino terreno verso l’obiettivo di salvare tutti gli uomini. Obiettivo che trova compimento proprio nella sua morte: il Dio offre se stesso in sacrificio in espiazione dei peccati di tutte le sue creature più amate.
In questo giorno, poi, si racconta che avvenga un prodigio, osservato in passato in alcune  chiese del mondo in cui sono custodite reliquie tratte dalla corona di spine di Gesù. In tutto, i frammenti riconosciuti sono 160, le spine che manifesterebbero prodigi sarebbero circa una trentina. Pare, infatti, che i frammenti della corona letteralmente fioriscano o manifestino su di sé alcuni segni nei giorni in cui Annunciazione e Venerdì Santo coincidono.

Grande trepidazione anche in Italia, dove, secondo la tradizione, sono conservati diversi frammenti e spine della corona di Cristo: a Napoli, Castellammare di Stabia, Bari e Andria. Nel 2005, fenomeni simili non sono stati riscontrati, tranne che ad Andria, dove, per qualche minuto, sarebbero comparse tracce rosse come il sangue sulla spina contenuta in una teca. E’ attestato, invece, che nel 1932, alle 15, ora della morte di Gesù, la spina custodita nel santuario delle carmelitane di Napoli rinverdì e rosseggiò