Patty Pravo si confessa: la Nannini e quella scopata che…


La ragazza del Piper in testa alla hit parade dei 33 giri. Alt, sfregatevi gli occhi e datevi un pizzicotto, non state leggendo un articolo degli anni ’60. È tutto vero: Nicoletta Strambelli – vero nome della 67enne Patty Pravo– è tornata pochi giorni fa in testa all’ attuale classifica dei dischi in vinile con Eccomi, l’ album di inediti che contiene il brano sanremese Cieli immensi. Una bizzarra coincidenza di cui Patty appare divertita.

Signora Strambelli, la invecchia se la chiamiamo così?
«Ma va! Mi scoccia se mi da del lei…
Mi sento la stessa Nicoletta che, nel 1966, arrivò minorenne al Piper. Già libera, free in tutto. Anche di non indossare il reggiseno».

Prima tra i dischi in vinile: un caso fortuito? Vinile è uguale anni ’60…
«Continuano a ripetermi che la mia carriera compie quest’ anno 50 anni. Un bel modo di festeggiare la ricorrenza, no? Poi, per non farmi mancare niente, il primo aprile riparto in tour».

Nel disco ci sono canzoni di autori top: Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro… Possiedimi è una ballad scritta da Gianna Nannini: ispirata da cosa?
«Da una scopata. Gianna mi aveva proposto un brano su questo tema. Poi abbiamo cambiato il senso della canzone».

C’ è anche Vasco Rossi, di mezzo…
«Mi dice sempre: sei la mia versione al femminile. Io replico: e tu la mia proiezione al maschile. Il Blasco ha ispirato la canzone Nuvole, è vero».

A 67 anni lei è planata su Sanremo. Cosa l’ ha spinta a rimettersi sempre in gioco?
«La libertà totalizzante che ha segnato la mia carriera».

Dicono: Patty, la diva tutta sex, drug and rock’ n’roll non si è mai fatta mancare nulla…
«Vero. A me non è mai mancata la libertà: ho cominciato con il beat, ho proseguito con il pop, poi sono passata ai chansonnier francesi, poi rock, ora rap… Non mi sono data limiti in nulla, soprattutto nella mia vita».

Stride un po’ sentirsi chiamare ancora La ragazza del Piper?
«Mi fa tenerezza. Quel locale era magico: ne scendevi le scale e, tra dipinti di Andy Warhol e Mario Schifano, ti imbattevi nei Pink Floyd. Con i quali, una sera, litigai».

Motivo?
«Io e Beppe Farsetti, dj del Piper, piazzammo delle piastrine colorate davanti a un proiettore per creare effetti psichedelici. Loro cominciarono a urlare dicendo che avevamo rubato le loro celebri luci pop. Ci accusarono di plagio psichedelico. Non fa ridere?».

David Bowie? Lei l’ ha conosciuto bene…
«Sì, ai tempi aveva una splendida villa sulla Cassia e immaginatevi le serate con quel tipo così divertente e intelligente. Era avanti rispetto a tutti».

Il complimento più bello ricevuto in questi 50 anni?
«Anni fa Loredana Bertè mi telefonò: “Patty, con Ragazzo Triste hai consegnato le chiavi di casa a molte ragazze”.
Fantastica».

E il regalo più gradito per i 50 anni?
«Il brano che Giuliano Sangiorgi ha scritto per Eccomi e la commozione di Tiziano Ferro quando ho inciso il suo pezzo».

Cosa significa, oggi, essere una star della musica?
«Dare emozioni, ma anche vendere dischi. Del 45 giri La Bambolatotalizzai 29 milioni di copie. La libertà di vendere 29 milioni di copie, ve ne rendete conto? Oggi se ne vendono 10.000…».

Sfatiamo un mito: il nome Pravo deriva veramente dalla Divina Commedia dantesca?
«Come no? Durante una spaghettata dopo una notte pazzerella al Piper, un tizio un po’ fuori declamò un verso proprio dell’ Inferno: “Guai a voi anime prave…”. Voilà, il gioco era fatto».