Condannati per frode gli organizzatori della MotoGP


Dopo le scommesse nel tennis e nel calcio, il doping nell’atletica e nel ciclismo, il verminaio Fifa e la corruzione legata agli appalti dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi brasiliane, non poteva mancare l’ennesimo scandalo legato allo sport.

E allora, puntuale, arriva oggi la notizia che Dorna Sports, la società spagnola che organizza il MotoGP, ha simulato compravendite milionarie di azioni per frodare il fisco nel biennio 2003/2004 e far finire così nelle grasse tasche dei suoi dirigenti dividenti occulti.

Oltre a Dorna, il Supremo Tribunale di Madrid, ha condannato Carmelo Ezpeleta ed Enrique Aldama – suoi due massimi dirigenti – a pagare 6,6 milioni di euro per le tasse evase, calcolate in un primo momento dal ministero dell’Economia spagnolo nella bellezza di 25,5 milioni di euro.

Resta da vedere a quanto ammonterà la multa nei confronti di Dorna e dei sue due massimi dirigenti (sarà decisa nei prossimi giorni) ma, soprattutto, la reazione alla condanna di Bridgepoint Capital, il gruppo di Private Equity britannico che nel 2006 – e dunque ben dopo la frode – aveva acquisito la maggioranza delle azioni di Dorna Sports.

Certo è che questo scandalo è al 100% spagnolo, proprio come quello agonistico che lo scorso anno vide Valentino Rossi nei panni della vittima sacrificale, stretto nella morsa/biscotto del duo Lorenzo-Marquez in quel di Valencia.