Il professore che va a scuola con gonna e tacchi


Michele Romeo, 39 anni da Taranto trapiantato in provincia di Udine, si è presentato ascuola, per il primo giorno al liceo “Einstein”, vestito da donna. Rossetto rosa, matita nera intorno agli occhi, borsetta ed orecchini.

Tra lo stupore e la curiosità degli studenti, il professor Romeo ha iniziato la propria lezione (insegna matematica e fisica). Ma prima ha tenuto a spiegare agli alunni il motivo della propria scelta. Ribadito poi in una lunga intervista al “Messaggero Veneto.”

Il professore si definisce “intersessuale”, “non inquadrabile nei due ambiti estremali che sono il maschio e la femmina”. Spiega di non volersi sottoporre a interventi chirurgici “perché non è donna e nemmeno uomo”: “sono una persona che sta a metà e che ha trovato una buona collocazione del sé. L’unico ostacolo è il pregiudizio, dettato dalla carenza di cultura.”

Agli alunni, descritti come “molto curiosi e attenti”, ha spiegato il suo essere ermafrodito”con molta grafica”. Certo, con tanta ricerca di visibilità mediatica è difficile credere che, come affermato, “non vi sia ricerca di offrire una visione di me o di provocare”.

“Sono donna nel desiderio, che non potrò realizzare, di avere un figlio – prosegue chiacchierando col cronista del Messaggero – Sono uomo, invece, nel carattere, così come nella forza fisica. Sono donna anche nella varietà dei gusti, nel piacere per i colori, nella solarità degli atteggiamenti, nell’esuberanza tipica femminile. Insomma, dal punto di vista emotivo e affettivo sono donna.”

Romeo, però, insiste: “Non voglio ostentare nulla. L’intento provocatorio ci può essere sul lato culturale: nel momento in cui parlo in un certo modo offro degli spunti, sono anche un po’ pungente”.

Il preside del liceo, Aldo Duri, pur “non potendo nascondere elementi soggettivi di forte perplessità”, ribadisce che la sua scuola è un luogo di tolleranza. Attenzione però: se il comportamento del professore dovesse creare turbamenti, il preside promette di intervenire.