Scrutate le onde gravitazionali, Einstein aveva ragione


Ci siamo. Le hanno viste, finalmente. Il team di scienziati sull’asse Washington-Pisa ha individuato le onde gravitazionali, l’autentica chimera della Fisica moderna, ipotizzate cento anni fa da Albert Einstein, ma mai osservate. La teoria della relatività  di Einstein le prevede, in una teoria perfetta in ogni suo punto, elegante, precisa, verificata puntigliosamente, tranne che per le onde gravitazionali.  Gli strumenti non erano mai riusciti a captarle, queste increspature dello spazio-tempo, molto simili a  quelle che si formano sulla superficie dell’acqua. Sfuggenti  perchè sono difficilissime da rilevare e misurare. Sono infatti variazione minuscole, infinitesimali, che sono provocate invece da eventi catastrofici nell’Universo, veri e proprio tsunami spaziali. Ci sono voluti anni e anni di ricerca, tanta pazienza e strumenti sofisticati – come quelli piazzati nell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), a Cascina, in provincia di Pisa –  l’interferometro Virgo o il fratello  Ligo , che scruta l’Universo dall’altra parte dell’Oceano, in una collaborazione tra università americane.

Il lavoro congiunto tra Ligo e Virgo ha dato finalmente il segnale che tutti aspettavano, si è captata una modifica dello spazio tempo, quell’onda generata dalla collisione tra due mostri spaziali, due buchi neri di entità che difficilmente la nostra mente riesce a immaginare, uno di massa 39 volte quella del Sole, l’altro 29. Si sono scontrati e poi fusi, generando un nuovo colosso un  buco nero 62 volte più massiccio del Sole, ma così compatto da misurare solo 300 chilometri di diametro. Lo scontro di simili potenze gravitazionali ha modificato lo spazio tempo tutto intorno, e ha generato quelle onde gravitazionali, che sono arrivate fino a noi. Il segnale è stato forte,  “spettacolare”, sono arrivati a dire gli entusiasti scienziati che lo hanno captato. Di certo, da adesso lo studio dell’Universo e della sua evoluzione avrà un sapore differente.