Virus Zika, cresce l’allarme: in Brasile quasi 4mila bimbi malformati negli ultimi 90 giorni


Cresce l’allarme sugli effetti del virus Zika nei bebè nati da donne punte in gravidanza da zanzare portatrici del virus.
Nuovi dati dal Brasile, dove è in corso l’epidemia di infezione più vasta mai registrata, indicano un aumento dei casi di malformazioni congenite alla testa. I piccoli venuti alla luce con segni di microcefalia – riporta la Bbc online – sono 3.893 dall’ottobre 2015, quando le autorità sanitarie del Paese sudamericano hanno notato un incremento del difetto, contro i 3.500dell’ultimo report diffuso la scorsa settimana.

In Brasile il virus Zika ha già ucciso 5 bambini, ha spiegato il ministero della Sanità. E sono in corso approfondimento su altre 44 morti che potrebbero essere associate alla malattia. La scorsa settimana, il ministro della SanitàMarcelo Castro ha annunciato lo sviluppo di un nuovo kit diagnostico per identificare rapidamente la presenza del virus, e investimenti straordinari per arrivare «in tempi record» alla messa a punto di un vaccino. Al momento l’unica via per combattere l’infezione è eliminare i depositi d’acqua stagnanti in cui proliferano le zanzare Aedes aegypti.

Un forte aumento delle diagnosi di Zika si è osservato in varie altre nazioni dell’America Latina. In Colombia, per esempio, sono stati riportati oltre 13.500 casi. «Siamo il secondo Paese più colpito dopo il Brasile», ha ammesso il ministro della Sanità Alejandro Gaviria, arrivando a consigliare alle donne di evitare una gravidanza fino al termine del focolaio che potrebbe durare sino a luglio.

In Bolivia le autorità sanitarie hanno rilevato il primo caso di Zika in una donna incinta. «Non aveva viaggiato fuori dal Paese, quindi non si tratta di un caso importato», ha precisato Joaquin Monasterio, direttore dei Servizi sanitari del Dipartimento orientale di Santa Cruz.

Alla fine della scorsa settimana, i Cdc amercani hanno lanciato un alert invitando le donne in attesa di un figlio a rimandare i viaggi in Brasile, Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Suriname, Venezuela e Portorico.