Obama, al via la stretta sulle armi in Usa: oggi i primi provvedimenti


    Duecento nuovi agenti dell’ATF, l’agenzia preposta al controllo delle armi, 500 milioni di dollari per i controlli sulla salute mentale degli acquirenti, verifiche obbligatorie preventive su precedenti penali e sanità psico-fisica di chi acquisterà armi e dei venditori, estensione di tali verifiche anche agli acquisti on line e ai commercianti sul Web. Casa Bianca lancia hashtag: #stopgunviolence

    WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annuncerà oggi dalla East Room della Casa Bianca i dettagli di quella stretta sulle armi che è determinato a realizzare, scavalcando il Congresso, che accusa di inerzia, e usando i suoi poteri esecutivi. La conferma giunge dalla stessa Casa Bianca, insieme con i primi dettagli sul piano messo a punto dall’amministrazione. E dopo mesi in cui il presidente Usa non ha mai mancato di sottolineare, all’indomani di stragi come quelle di San Bernardino e nei campus universitari, l’esigenza di modificare le normative sulla detenzione delle armi in Usa, Obama passa all’attacco.

    Un piano in 10 punti per il controllo delle armi da fuoco negli Stati Uniti che, per il presidente Barack Obama, potrebbe “salvare vite”. Eccola la stretta sulle armi voluta da Obama: dopo un lungo braccio di ferro con il Congresso rimasto immobile, il presidente ha deciso di scavalcarlo, facendo ricorso a quei poteri esecutivi che sono sua prerogativa, inaugurando così l’ultimo anno del suo mandato. La Casa Bianca conferma per oggi, martedì, l’annuncio dalla East Room della residenza presidenziale, e rivela i dettagli fondamentali del provvedimento, incentrato sul potenziamento dei controlli cosiddetti di ‘background’, affiancati da un impegno consistente per affrontare il problema anche in tema di salute mentale. Un piano che, nelle parole di Obama, potrebbe “salvare vite”, anche se non eliminare del tutto il problema dei crimini violenti in America.

    Il focus è sui rivenditori di armi da fuoco: che operino online, al dettaglio o nelle molto frequentate fiere di settore, saranno tutti obbligati a detenere un’apposita licenza per la vendita e a condurre accurati controlli e verifiche sugli acquirenti (“background check”). Il presidente dispone inoltre che l’Fbi incrementi del 50% il suo personale dedicato a condurre tali verifiche, con l’assunzione di oltre 230 nuovi esaminatori. Obama chiede al Congresso di disporre un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale. Sembra una risposta a chi sottolinea come in gran parte delle numerose stragi americane le armi vengano usate da persone affette da disturbi mentali.

    Il presidente chiede anche ai dipartimenti di Difesa, Giustizia e Sicurezza Interna di condurre, sostenere e sponsorizzare la ricerca in ambito di tecnologia per la sicurezza delle armi. Sono passi “ragionevoli”, ribadisce la Casa Bianca, dopo che lo stesso Obama ha sottolineato che le sue decisioni “sono pienamente nell’ambito dei miei poteri e coerenti e in linea con il secondo emendamento della Costituzione Usa, sulla libertà di portare armi”.

    Tra i primi provvedimenti che il presidente degli Stati Uniti annuncerà, scavalcando anche l’opposizione trasversale di Repubblicani e Democratici, ci sono l’assunzione di 200 nuovi agenti dell’ATF, la branca specializzata nella lotta alla diffusione delle armi, il rafforzamento delle indagini preliminari (che diventeranno obbligatorie) prima di permettere ad un cittadino americano di acquistare armi, l’estensione di tali accertamenti anche per gli acquisti fatti sul Web e corsi di formazione per gli agenti di polizia che sono chiamati spesso ad intervenire per dispute familiari o violenze domestiche. Saranno anche estesi i controlli per la cessione di armi tra familiari: in pratica, l’acquisto di un’arma da parte di un genitore sarà subordinata alla non cessione di essa ai figli o ad altri parenti, se non previo accertamento dei requisiti mentali e legali della persona a cui sarà data.