Aveva denunciato uno stupro al college, per protesta gira un video esplicito


“Sembra sesso consenziente ma assomiglia a uno stupro”, questa è una delle frasi che appare nel video di sesso esplicito di Emma Sulkowicz. Un progetto molto particolare di una studentessa di arti performative dellaColumbia University, che aveva dichiarato di essere stata violentata ma nessuno le ha mai creduto, nemmeno la polizia.

1451394506006.jpg--

Il materasso – Emma è diventata famosa non soltanto per aver presentato denuncia contro un altro studente (destando scalpore all’interno dell’Università) ma anche perché ha poi deciso di  protestare in un modo molto particolare. Da quando è accaduta la (presunta) violenza Emma va in giro soltanto con un materasso in spalla, e così si è presentata perfino alla laurea. Perché? la studentessa spiega che vuole dimostrare il peso che è costretta a sopportare dopo quello che gli è accaduto.

La porno-provocazione -E adesso, un’altra performance-protesta. Un video che mette in scena una vera e propria esperienza sessuale. Una provocazione? Una trovata pubblicitaria o il video realizzato da Emma, insieme al regista Ted Lawson, è davvero stato creato per sensibilizzare soprattutto coloro che non le hanno mai creduto? Il video che nasce soprattutto come progetto di tesi universitaria ha riscosso molte critiche. La studentessa, dopo il Mattress Project, la protesta performativa contro la decisione della scuola, ha deciso di “osare” un po’ di più “esibendosi” in questo video di 8 minuti, intitolato Ceci N’est Pas Un Viol (citazione maigrittiana, “questo non è uno stupro”) specificando che si tratta di un progetto senza nessuna rievocazione del suo presunto stupro. Non solo, invita anche a “non guardare questo video se può sconvolgere o urtare la sensibilità di chi lo guarda”, ma chiede: “Per favore, non partecipare al mio stupro. Guarda gentilmente“.