Il terrificante documento della Cia: “Cosa farà il terrorismo islamico”

Era il 2000, 15 anni fa. Negli Stati Uniti al governo c’era George W. Bush. E la Cia pubblicava un rapporto di 70 pagine in cui ipotizzava come sarebbe stato il mondo oggi, nel 2015. E a rileggere oggi quel rapporto vengono i brividi. Già, perché l’intelligence a stelle e strisce aveva predetto (quasi) tutto. Il fascicolo, per esempio, recitava: “I fatti internazionali verranno sempre più influenzati da grandi e potenti organizzazioni anziché dai governi”. Tutto vero: si pensi all’Isis, del quale, in Occidente, si parla dal 2012. In pochi anni il Califfato di al-Bahdadi ha evidentemente influenzato le politiche estere di tutti i Paesi occidentali. Ma non solo: si pensi anche agli hacker cinesisospettati di aver rubato informazioni ai milioni di dipendenti del governo Usa o a quelli della Corea del Nord, accusati dalla Fbi di aver lanciato un massiccio attacco hacker contro Sony.

Ancor più inquietante la seconda profezia della Cia, che scriveva: “Da qui al 2015 le strategie dei terroristi diventeranno sempre più sofisticate ed elaborate al fine di aumentare il numero delle vittime delle stragi di massa”. Pochi dubbi sulla veridicità del punto: Torri Gemelle, Londra, Madrid e fino ai recenti spargimenti di sangue in Francia. Si prevedeva poi che “Iraq e Iran svilupperanno missili a lungo raggio. L’Iran (…) potrebbe testare queste armi nel 2001 e missili cruise entro il 2004″. Qui c’è del vero e c’è del falso: a luglio, a Vienna, è stato siglato un accordo sul nucleare iraniano, mirato a impedire a Teheran di produrre armi atomiche almeno per 10 anni. Però, nell’ottobre scorso, l’esercito iraniano avrebbe testato un nuovo missile a lunga gittata a propellente liquido, che sarebbe in grado anche di trasportare armi nucleari.

Il rapporto Cia prevedeva che nel 2015 la popolazione mondialesarebbe arrivata a 7,2 miliardi di persone: oggi siamo a 7,4, miliardi,previsione dunque corretta. E ancora, si prevedeva che “le risorse energetiche riusciranno a soddisfare la domanda”, e in effetti, soprattutto negli Usa, la produzione di petrolio negli ultimi anni è cresciuta a dismisura, così come quella di gas naturale. L’intelligence profetizzava poi che “l’economia cinese crescerà e supererà quella dell’Unione europea, ma rimarrà dietro agli Usa”. Difficile stabilire la veridicità del punto: per alcune stime l’economia di Pechino è già più forte di quella di Washington, e secondo altre, invece, l’economia europea è più grande di entrambe. Infine, una profezia errata. La Cia ipotizzava che “la popolazione di molti Paesi africani diminuirà a causa dell’Aids, della carestia e delle crisi economiche e politiche”: così non è stato, e infatti secondo le stime Onu nel 2050 un abitante su 4 del pianeta Terra sarà africano (gli africani sono passati da 800 milioni nel 2000 a 1,1 miliardi nel 2014).