Il governo regala un milione e mezzo ai disoccupati extracomunitari


    E una bella dose di bile per gli esercenti italiani che si interrogano sulle ragioni politiche e strategiche di queste scelte. È Forza Italia, con il consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori, a sollevare il caso e a denunciare l’avviso pubblico da un milione e 600mila euro per «contributi e servizi per nuove imprese o per auto impiego a giovani stranieri tra i 18 e i 30 anni di paesi non Ue o a giovani tra i 18 e i 30 anni con origini da paesi non Ue con cittadinanza italiana acquisita dopo la nascita» nell’ambito del progetto Pro-grammazione e gestione delle politiche migratorie, pubblicato da ItaliaLavoro, società partecipata dal ministero dell’Economia che opera come ente strumentale del ministero del Lavoro. La maggior parte di questi soldi andranno alla Regione Lazio, 960mila euro, il rimanente ripartito tra Campania (400mila) e Sicilia (240mila). Il motivo? «Siccome nel Lazio le imprese straniere crescono meno rispetto a quelle italiane allora il grosso viene destinato qui. È assurdo che Poletti e Renzi vogliano mettere le imprese degli stranieri alle calcagna delle nostre» dice Fabrizio Santori. «I criteri di ripartizione della somma, infatti, tengono conto, contestualmente, della percentuale di popolazione straniera presente sul territorio regionale e del tasso di crescita delle imprese straniere sui territori, anche in rapporto alle italiane. Ciò significa che dove ci sono meno imprese straniere, queste ultime devono crescere. Peccato che crescano un po’ troppo velocemente, perché la gran parte delle volte la concorrenza è falsata da evasione, lavoro nero e altre pratiche scorrette».L’iniziativa mira a finanziare almeno 160 giovani, assegnando un contributo a fondo perduto fino a un massimo di diecimila euro a persona. I beneficiari (che verranno affiancati da un team di esperti) sono giovani disoccupati o inoccupati tra i 18 e i 30 anni, residenti in Lazio, Campania o Sicilia provenienti da Paesi extra-Ue o con cittadinanza italiana acquisita dopo la nascita. «Piuttosto che procedere a iniziative di questo tipo bisognerebbe procedere a controlli stringenti su frutterie, fiorai e minimarket» prosegue Santori. «Su questo presenterò un esposto alla Guardia di Finanza. I romani fanno molta difficoltà a comprendere perché alimentari e frutterie che rispettano le regole sono in grande difficoltà e stanno via via chiudendo, mentre c’è un rifiorire degli stessi esercizi commerciali, gestiti da personale straniero».