Webcam intelligenti per identificare i sospetti: il piano di sicurezza del governo per il Giubileo


Se ci hanno dichiarato una guerra non convenzionale, anche gli strumenti per combatterla dovranno essere straordinari. E il piano che il governo di Matteo Renzi mette a punto va oltre l’emergenza di queste ore e scommette tutto su una svolta di tecnologica e informatica.

Non solo metal detector al Colosseo, militari per le strade e mitra spianati attorno agli obiettivi sensibili, insomma, anche se pure quelli servono. Ma un sistema che esiste già in Israele sotto la supervisione del Mossad e negli Usa. Supervisione, appunto: si tratta di ” taggare”, dunque identificare immediatamente per via telematica tutti i volti dei potenziali terroristi che appaiono in una telecamera e già noti a una grande banca dati internnazionale. Individuare – con un potenziamento senza precedenti dei sistemi di videosorveglianze per strade e piazze delle città italiane – gli estremisti sotto osservazione. E seguirne così ogni movimento. Per bloccarli, identificarli, neutralizzarli. Il back ground deve essere proprio quella big data della sicurezza che i servizi e le forze dell’ordine stanno costruendo mattone dopo mattone, giorno dopo giorno. Palazzo Chigi sta valutando con i massimi esperti del settore proprio in questi giorni di allerta 2 la fattibilità del progetto. Ma quel che va sostenendo il premier Matteo Renzi è che piuttosto che bloccare le frontiere, di fronte alla minaccia del terrorismo islamista bisogna fare “più controlli, mettere in comune tutte le banche dati per taggare tutti i potenziali soggetti” a rischio, come ha spiegato ieri intervenendo al primo Italian digital day alla reggia di Venaria (Torino).