Piccoli geni crescono, a 17 anni sviluppano un teorema matematico che svela i misteri dell’universo


Hanno 17 anni, due menti brillanti e un futuro davanti per sviluppare e approfondire il loro teorema matematico che sta già facendo il giro del mondo: Xuming Liang e Ivan Zelich, due adolescenti prodigio, hanno creato un teorema che potrebbe aiutare a risolvere alcuni dei più grandi misteri dell’universo e aprire la strada ai viaggi interstellari.

I due piccoli geni abitano quasi ai due poli opposti del mondo e si sono incontrati per caso, trovando l’uno nell’altro la stessa scintilla e lo stesso amore per la matematica: Liang, che è originario di Guangzhou, in Cina, ma vive a San Diego, in California, e Zelich, australiano, si sono conosciuti su un forum dove si discutono questioni matematiche e si sono accorti che stavano lavorando allo stesso problema.

Liang, che frequenta la University City High School, aveva pubblicato on line alcuni calcoli: Zelich è rimasto immediatamente colpito da quel ragazzo e i due hanno iniziato a chattare. «La prima cosa che gli ho detto – ha raccontato Zelich al Daily Mail – è stata “bella soluzione, ma si può migliorare”. Da quel momento abbiamo iniziato a scriverci quotidianamente. Ho scoperto che entrambi stavamo lavorando allo stesso problema, nello stesso periodo, solo che lui era più orientato verso la geometria e io verso l’algebra e la teoria delle stringhe. Abbiamo unito le nostre forze e abbiamo avuto successi sorprendenti». Un lavoro che è proseguito con continuità giorno e notte, favorito dal fuso orario che consentiva di non interrompere mai lo sviluppo della teoria.

«Dal momento che tra le nostre zone c’è un fuso orario favorevole – ha raccontato Xuming – uno di noi tende a rimanere sveglio molto tardi e l’altro completa la parte da sviluppare. Il nostro lavoro è stato il frutto di una combinazione di singoli “esplorazioni” e di intense discussioni collaborative».
Sul teorema matematico che stanno sviluppando Zelich ha aggiunto: «L’applicazione principale e più importante sarà comprendere le strutture dell’universo. Sarà essenzialmente una branca della teoria delle stringhe, che è la teoria principale che andremo a cercare di capire e che, per adesso, è molto controversa: il teorema contribuirà alla comprensione dei viaggi intergallatici, visto che la teoria delle stringhe indica “scorciatoie” nello spazio».

Due così non sono ovviamente ragazzi come tutti gli altri. A Zelich (che ha un qoziente d’intelligenza pari a 180), che a due mesi ha iniziato a balbettare le prime parole e a 3 anni conosceva i numeri negativi, a 14 anni è stata offerto un posto alla University of Queensland, alla quale ha dovuto rinunciare sotto insistenza della mamma che voleva per il figlio un vita normale e un’adolescenza come tutti gli altri ragazzi. «Amo la scuola – ha raccontato il piccolo genio australiano – Mi ha permesso di formarmi come giovane uomo e di sviluppare una forte empatia con le persone, anche se percepisco la mia istruzione sui banchi come un ostacolo. Non è interessante come lavorare sulle mie teorie. Non ho tempo per stressarmi per il diploma perché tutte le ricerche e gli studi mi richiedono troppo lavoro». Ma, oltre al talento matematico, Zelich parla 6 lingue, è un campione di nuoto, ha un diploma in pianoforte e rappresenta la sua regione ai campionati nazionali di scacchi.

È stato un terrore per un tutti i professori, invece, Xuming che trascorreva le sue giornate a porre domande e rompicapo agli insegnanti che spesso si sono trovati in difficoltà a dare risposte adeguate al loro studente fuori dalla norma. Ma non chiamatelo piccolo genio perché ammette con tenera modestia di essere carente in diversi aspetti della vita pratica. «Spero di applicare le competenze che ho sviluppato in questi anni per trasmetterle alle generazioni future e contribuire a migliorare il mondo – ha detto il ragazzo – Quello che mi aspetta nel futuro non lo so. Che si tratti di matematica o di altro spero di dare un contributo positivo al mondo». Zelich un’idea ce l’ha ben chiara: vuole mettersi a lavorare sulla “teoria del tutto” e c’è da scommetterci che Xuming accetterà la sfida.