Unioni civili, Orlando rilancia: “Avanti con le adozioni gay”


La sentenza del Consiglio di Stato contro le trascrizioni civili dei matrimoni fra omosessualicelebrati all’estero spacca sempre più la maggioranza. Per il Nuovo centrodestra è la pietra tombale del ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Ma il Pd, che sui riconoscimenti alle coppie omosessuali si sta giocando la faccia col proprio elettorato, vuole andare fino alla fine. Anzi. In una intervista alla Repubblica Andrea Orlando sfida Angelino Alfano rimarcando l’intenzione dei democrat di portare a casa sia le unioni civili sia le adozioni gay. Un obiettivo che, con i voti del Movimento 5 Stelle, il Pdpotrebbe mettere a segno già prima di Natale.

I centristi e parte di Forza Italia (che peraltro è tutt’altro che monolitica sulla questione) non solo rintuzzano le critiche giunte al giudice Carlo Deodato responsabile secondo i difensori delle unioni civili di aver esternato sui social le sue opinioni sull’argomento ben prima della sentenza, ma provano a stoppare l’iter del ddl Cirinnà. Esplicito in questo senso l’appello di Maurizio Sacconi (Ncd), secondo il quale dopo la sentenza “le mobilitazioni di segno opposto che si annunciano descrivono una nazione divisa soprattutto sul rapporto tra i diritti dei bambini e i desideri degli adulti. Ciò deve indurre tutti, a partire dal presidente del Consiglio Renzi, a riflettere sui modi con cui realizzare motivi di coesione e non di ulteriore lacerazione in una società già affaticata dal lungo tempo della crisi”. Ma al Senato, dove il ddl attende di poter riprendere il corso dopo la sessione di bilancio i dem non si lasciano impressionare dal pronunciamento del Consiglio. “Al più presto la legge sulle unioni civili – mette in chiaro Orlando – e personalmente sono favorevole alle adozioni”. Secondo il ministro della Giustizia il ddl Cirinnà non va avanti perché “ci si accapiglia sui massimi sistemi”. E spiega: “Procede con fatica per le evidenti differenze di posizione che esistono all’interno della maggioranza e delle diverse forze politiche. Ci si accapiglia sui massimi sistemi, si provano a fare anche campagne di propaganda, ma si tralascia di dire che l’Italia ha un obbligo giuridico a intervenire su questo tema sulla base di una sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015”.

Lo strappo è pesantissimo. Anche perché non è il primo. Le parole di Orlando arrivano pochi giorni dopo il blitz di Maria Elena Boschi e sono tese a delegittimare gli alleati di Ncd. “Il dissenso di Angelino Alfano – precisa Orlando – indubbiamente pesa perchè è chiaro che Ncd è un alleato fondamentale all’interno della coalizione. Tuttavia vorrei ricordare che nella storia del riconoscimento dei diritti civili nel nostro Paese le maggioranze parlamentari su provvedimenti come divorzio e aborto sono sempre stata diverse da quelle che sostenevano i governi dell’epoca”. E pazienza per le reazioni ad un eventuale “asse” con i Cinque Stelle in aula. Quanto alle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso, il Guardasigilli trova“ragionevole che quando uno dei due partner ha un figlio da un precedente matrimonio, il bambino possa diventare figlio della coppia”. “Del resto, all’opposto, trovo paradossale – conclude – l’idea che dopo la morte del genitore naturale quel bambino torni a una comunità piuttosto che vivere con la persona con cui è cresciuto”. Una dichiarazione di guerra che fa montare l’ira dei centristi sia nella maggioranza sia nel governo. Così, dopo la zuffa dei vari parlamentari di Ncd, anche Alfano tuona contro il Guardasigilli. “Ogni bambino deve avere un papà e una mamma e non si scherza – mette in chiaro – altra cosa sono i diritti patrimoniali”.