I profughi spendono i soldi dei contribuenti a scommesse, ecco le testimonianze


Se tre indizi fanno una prova, qui siamo ben oltre. Siamo alla certezza: i soldi che l’Italia mette giornalmente a disposizione dei profughi non vengono utilizzati per la sopravvivenza, per le sigarette o per chissà cosa. Ma per le scommesse.

Ore ed ore passati sui tavoli delle sale giochi a puntare sui numeri. Totocalcio, lotteria, estrazioni: i soldi dei contribuenti finiscono in scommessa. Noi, invece, scommettiamo che i cittadini italiani risparmierebbero con piacere i 75 euro al mese (2,50 al giorno) per 12 mesi per tutti i profughi ospitati nelle strutture italiane. A conti fatti, si parla di 44 milioni di euroall’anno per i 48.000 profughi ospitati nelle strutture di accoglienza provvisorie. Un numero, insomma, al ribasso.

1443011387-scommesse

Il primo a denunciare il fatto è stato Giampiero Reguzzoni, vicesindaco leghista di Busto Arsizio. “Li ho visti lì – raccontava a maggio Reguzzoni – Io bevevo il caffè e intanto c’erano quattro o cinque profughi che scommettevano”.

Ma non è tutto. Perché le storie di immigrati sbarcati in Italia che utilizzano le nostre risorse per affidarsi alla dea bendata delle scommesse sono continuate a girare. Un’altro esempio è stato Cremona. Dove i cittadini sono andati a chiedere alla Caritas diocesana (che aveva preso in carico i profughi) di controllarli, in quanto troppo spesso li trovavano nelle sale di scommessa.

Anche a Peschiera Borromeo, poi, le immagini si sommano all’indignazione dei cittadini.

Di forte impatto politico locale è stato anche il caso di Gallarate. In questi giorni la Lega Nord locale ha pubblicato le foto su Facebook di numerosi profughi pronti a puntare i loro (nostri) soldi su chissà cosa. “Caro PD – scrivono sui social – questo non è uno “squallido fotomontaggio” ma la “vergognosa realtà”. Anche un politico del Pd ha confermato la notizia: “Li vedo anch’io quei ragazzi in sala scommesse, quando torno dalla stazione, ma non ne farei un dramma”, ha ammesso Angelo Senaldi, deputato gallaratese del Pd.

E’ sufficiente? No, perchè il 13 settembre la polizia è intervenuta a Rovigo in un locale per scommettitori quando è stata avvertita della numerosa presenza di stranieri. Conclusi i controlli, si è potuto appurare che alcuni di loro erano profughi ospitati nel centro di Ceregnano.

Ed ecco che oggi a ilGiornale.it arrivano altre foto. A Biella il consigliere comunale leghistaGiacomo Moscarola ci mostra le immagini e dice: “Soprattutto al sabato e alla domenica pomeriggio si trovano tutti nei centri scommesse cittadini”. E in effetti sembra proprio così. Gli immigrati scommettono a rischio zero. Tanto paghiamo noi.