Artico, si riapre il passaggio a nord ovest: la leggenda della “scorciatoia” polare – Foto


Il “Passaggio a nord ovest” è stato per secoli una specie di leggenda o, per i navigatori, un sogno che sembrava irrealizzabile: passare dall’Atlantico al Pacifico o viceversa risparmiando migliaia di chilometri di tragitto evitando il canale di Panama. È stato così fino a pochi decenni fa quando, complice il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci, i varchi a nord del Canada hanno cominciato progressivamente ad aprirsi e con margini sempre più ampi. Due i passaggi: quello meridionale, che corrisponde alla rotta seguita da Roald Amundsen, nella spedizione nella zona agli inizi del ‘900, è rimasto aperto – secondo le immagini fornite dai satelliti in orbita – per diverse settimane durante l’estate 2015. Quello più a nord, più adatto alle grandi navi, passa attraverso lo stretto di Lancaster, il canale di Parry e lo stretto di McClure. Anche questo tratto mostra, in queste settimane, di non essere completamente ghiacciato e quindi, con tutta probabilità, navigabile. Negli ultimi anni i transiti attraverso questi due passaggi sono sempre più frequenti perché il ritiro dei ghiacci e il minimo annuale di copertura (che cade in questi giorni) lo permettono. Nel 2012, l’anno in cui il minimo annuale ha raggiunto la superficie più bassa mai registrato, le autorità canadesi hanno quantificato in 30 attraversamenti il traffico in questo settore. La navigazione in queste acque non è infatti ancora totalmente sicura e gli iceberg rappresentano un serio pericolo