“Killer paranoico emarginato. Ma non gli importa di essere preso”. Sono le parole di un esperto


“Chi compie atti del genere è un giovane che si convince di essere paranoicamente una persona eccezionale ma che si sente emarginato”. A stilare il profilo psicologico del killer della Virginia è il criminologo e psicopedagogista Francesco Bruno che aggiunge: “A quelli come lui non importa nulla di essere scoperti, anzi, vogliono che il mondo sappia quello che hanno fatto, vogliono mostrare la loro forza”.

Secondo Bruno, Vester Flee Flanagan avrebbe sfruttato la Rete per documentare queste sue presunte super capacità, ora trasformate in crimine. Un meccanismo sul quale gli esperti si interrogano e che fino ad ora non hanno battezzato con una definizione specifica.

Grazie a Internet e all’universo dei social ”si crea una documentazione di quanto si fa, una specie di firma del proprio agire: hanno bisogno di certificare questa superiorità e un video diventa un segno di fabbrica. Questo desiderio di mostrarsi in video è diventato così una nuova forma di devianza: ”Nella società dell’informazione questi meccanismi legati all’uso dei social sono entrati fortemente nella vita delle persone plasmando i loro comportamenti diversamente rispetto a quanto accadeva in passato”