Nasa: “In arrivo la notizia che avete sognato per migliaia di anni”. Scoperto un pianeta simile alla terra – Video

«Gli astronomi sono oggi vicini alla scoperta di qualcosa che l’umanità ha sognato per migliaia di anni: un’altra Terra»: le poche parole con cui la Nasa ha convocato una conferenza stampa per giovedì sera alle 18 hanno suscitato moltissima curiosità nella comunità scientifica. La prospettiva di una nuova Terra, munita di acqua allo stato liquido, con tutte le caratteristiche che gli scienziati considerano valide per poter garantire la vivibilità di esseri viventi, ha sempre affascinato gli studiosi (e non solo).

E adesso potrebbe essere proprio questa la «scoperta sensazionale» che la Nasa si appresta a rivelare nelle prossime ore. Le illazioni si sprecano, ma una cosa sola è certa: la Nasa annuncerà le ultime scoperte fatte dal telescopio spaziale Keplero, il «cacciatore di pianeti» lanciato nello spazio nel 2009 con lo scopo di trovare altri pianeti simili alla Terra. L’annuncio verrà fatto alle 19 (ora italiana) nel corso di una conferenza stampa audio. Alla conferenza stampa parteciperanno astrofisici ed esperti che lavorano all’analisi dei dati raccolti dalla missione Keplero, compreso Jeff Coughlin del SETI Institute (l’istituto californiano che si occupa della ricerca di vita e intelligenza extraterrestre).
Le ricerche
Il primo pianeta fuori dal sistema solare in orbita intorno ad una stella simile al Sole è stato scoperto nel 1995, ricorda la Nasa. Oggi, a distanza di 20 anni e migliaia di scoperte più tardi, gli astronomi stanno per fare un grosso passo in avanti. Nel nostro sistema solare sia Venere che Marte sono al limite della zona abitabile, ovvero in quell’area di distanza dalla stella madre in cui il pianeta riceve luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla sua superficie, indispensabile per la possibilità di sviluppo di vita così come la conosciamo fino ad ora. Ma hanno entrambi caratteristiche che li rendono inadatti alla vita: il primo è oppresso da un infernale effetto serra, e il secondo invece presenta una pressione troppo bassa e l’acqua sarebbe intrappolata da miliardi di anni nelle grandi calotte polari sotto forma di ghiaccio. Negli ultimi anni le ricerche si sono concentrate molto su una «Terra gemella»: l’anno scorso fu accolto con entusiasmo Kepler-186f, il primo pianeta roccioso identificato nella zona abitabile con dimensioni del tutto simili a quelle della Terra. Ma non è stata trovata fino ad ora nessuna traccia di vita.” src=”http://dizionari.corriere.it/images/info.gif” alt=”” border=”0″ />«Gli astronomi sono oggi vicini alla scoperta di qualcosa che l’umanità ha sognato per migliaia di anni: un’altra Terra»: le poche parole con cui la Nasa ha convocato una conferenza stampa per giovedì sera alle 18 hanno suscitato moltissima curiosità nella comunità scientifica. La prospettiva di una nuova Terra, munita di acqua allo stato liquido, con tutte le caratteristiche che gli scienziati considerano valide per poter garantire la vivibilità di esseri viventi, ha sempre affascinato gli studiosi (e non solo). E adesso potrebbe essere proprio questa la «scoperta sensazionale» che la Nasa si appresta a rivelare nelle prossime ore. Le illazioni si sprecano, ma una cosa sola è certa: la Nasa annuncerà le ultime scoperte fatte dal telescopio spaziale Keplero, il «cacciatore di pianeti» lanciato nello spazio nel 2009 con lo scopo di trovare altri pianeti simili alla Terra. L’annuncio verrà fatto alle 19 (ora italiana) nel corso di una conferenza stampa audio. Alla conferenza stampa parteciperanno astrofisici ed esperti che lavorano all’analisi dei dati raccolti dalla missione Keplero, compreso Jeff Coughlin del SETI Institute (l’istituto californiano che si occupa della ricerca di vita e intelligenza extraterrestre).

Le ricerche

Il primo pianeta fuori dal sistema solare in orbita intorno ad una stella simile al Sole è stato scoperto nel 1995, ricorda la Nasa. Oggi, a distanza di 20 anni e migliaia di scoperte più tardi, gli astronomi stanno per fare un grosso passo in avanti. Nel nostro sistema solare sia Venere che Marte sono al limite della zona abitabile, ovvero in quell’area di distanza dalla stella madre in cui il pianeta riceve luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla sua superficie, indispensabile per la possibilità di sviluppo di vita così come la conosciamo fino ad ora. Ma hanno entrambi caratteristiche che li rendono inadatti alla vita: il primo è oppresso da un infernale effetto serra, e il secondo invece presenta una pressione troppo bassa e l’acqua sarebbe intrappolata da miliardi di anni nelle grandi calotte polari sotto forma di ghiaccio. Negli ultimi anni le ricerche si sono concentrate molto su una «Terra gemella»: l’anno scorso fu accolto con entusiasmo Kepler-186f, il primo pianeta roccioso identificato nella zona abitabile con dimensioni del tutto simili a quelle della Terra. Ma non è stata trovata fino ad ora nessuna traccia di vita.