Il mistero della morte di Ismaele, sgozzato a 17 anni nelle campagne del Pesarese


La profonda ferita da arma da taglio alla gola lascia pochi dubbi, anche se gli inquirenti teoricamente lasciano ancora aperte tutte le strade: Ismaele Lulli, lo studente 17 enne ritrovato cadavere ieri mattina in un dirupo nelle campagne di Sant’Angelo in Vado, nel Pesarese, molto probabilmente è stato ucciso, forse in un altro luogo, e poi buttato lì, a poca distanza dalla chiesa di San Martino in Selvanera.

La maglietta era inzuppata di sangue, a vederlo per primo e ad avvertire i carabinieri, ieri mattina, è stato un macellaio della zona che ha avvistato il cadavere. Sul busto del ragazzo c’erano pezzi di nastro adesivo, mentre è stato smentito il dettaglio che avesse i polsi legati. Sono stati disposti l’autopsia ed esami tossicologici per verificare se abbia assunto droghe, mentre gli esperti del Ris, il reparto di indagini scientifiche dei carabinieri, sono al lavoro da stamattina per i rilievi del caso, mentre continuano le ricerche dell’arma. Gli inquirenti hanno anche trovato due zainetti nel bosco in cui è stato rinvenuto il cadavere, elementi importanti per far luce sul mistero, che starebbero portando gli investigatori sulle tracce degli autori del delitto.

Ismaele, che viveva con la madre a Sant’Angelo ed era iscritto al secondo anno dell’istituto alberghiero di Piobbico – che però aveva smesso di frequentare prima della fine dell’anno scolastico – mancava da casa da domenica mattina. E’ stata proprio la madre, preoccupata perché non lo ha visto rientrare nel pomeriggio, a denunciarne la scomparsa ai carabinieri. In paese, un piccolo centro di 4mila abitanti noto soprattutto per i tartufi, Ismaele passava per essere un po’ eccentrico, girava voce che prendesse droghe e che ultimamente girasse con gente pericolosa, ma ai carabinieri non risulta che spacciasse e verosimilmente, se consumava qualcosa, poteva trattarsi di sostanze leggere, come si può capire anche dal suo profilo Facebook.

La pista della droga dunque è solo una delle opzioni al vaglio degli inquirenti, che da ieri stanno raccogliendo informazioni fra la madre, la fidanzata, gli amici e i parenti del giovane. All’esame degli investigatori anche un sms inviato l’altro giorno dal cellulare del ragazzo: «Non mi cercate, voglio cambiare vita, vado verso Milano».